FRANCESCO S. ALONZO, La Stampa 20/2/2012, 20 febbraio 2012
Due mesi sotto la neve: è vivo - C’è del miracoloso nell’avventura incredibile di cui è stato protagonista l’artigiano svedese Peter Skyllberg di 44 anni, rimasto chiuso nell’auto bloccata dalla neve per ben due mesi, riuscendo a sopravvivere
Due mesi sotto la neve: è vivo - C’è del miracoloso nell’avventura incredibile di cui è stato protagonista l’artigiano svedese Peter Skyllberg di 44 anni, rimasto chiuso nell’auto bloccata dalla neve per ben due mesi, riuscendo a sopravvivere. La vettura è stata scoperta per caso dal poliziotto Gunnar Ek, che percorreva una pista per gatti delle nevi e che è stato attratto dal riflesso del sole su uno specchietto dell’auto. «L’aumento della temperatura di questi ultimi giorni - ha spiegato - aveva fatto sciogliere parte della neve che copriva la macchina, mettendo a nudo uno specchio. Mi sono avvicinato e ho notato che c’era una persona sdraiata sul sedile posteriore. Credevo fosse morto, ma quando sono riuscito a liberare con la pala e ad aprire una portiera, ho visto che respirava». L’uomo, ridotto pelle ed ossa, era rimasto bloccato nel parcheggio di una strada secondaria in mezzo ai boschi dal 19 dicembre scorso e dalle prime parole che si sono potute percepire dopo il suo ricovero all’ospedale di Umea, in Lapponia, si sarebbe salvato mangiando la neve che riusciva a far filtrare attraverso lo spiraglio di un finestrino. All’interno dell’auto sono stati ritrovati, oltre a un giornale con la suddetta data, alcuni bicchierini di carta che avevano contenuto caffè e Coca-Cola, le carte di due caramelle e un sacco a pelo che probabilmente ha contribuito a non far morire assiderato l’uomo. I medici non si sono voluti pronunciare sulle condizioni generali di Skyllberg, limitandosi a dire che si stava riprendendo grazie alla somministrazione di nutrimento con fleboclisi. Ancora non si sa se ha riportato conseguenze fisico-psichiche. Peter Skyllberg aveva troncato ogni legame con la famiglia 25 anni fa e pertanto nessuno aveva notato la sua assenza. Né si era preoccupata di cercarlo una signora alla quale aveva telefonato il 18 dicembre, un giorno prima della sua scomparsa, per dirle che avrebbe trascorso le festività natalizie con lei. Probabilmente Skyllberg, capitato in mezzo ad una spaventosa bufera, ha perso l’orientamento, finendo in una strada senza sbocco, restando bloccato dalla neve, sepolto poi da almeno tre metri. Il caso sta facendo discutere l’intera Svezia e ha coinvolto anche gli esperti dell’esercito che studiano i problemi di sopravvivenza nei climi artici. I pareri dei medici sono discordi. Secondo il dottor Johan von Schreeb è impossibile rimanere in vita per due mesi cibandosi solo di neve in quanto è sprovvista delle sostanze indispensabili al nutrimento dell’organismo. Ma il primario del policlinico universitario di Umea, Ulf Segerberg, obietta che, pur rappresentando un caso estremo, la sopravvivenza di Skyllberg è probabilmente dovuta al fatto che in due mesi il suo organismo ha consumato tutte le riserve di grasso. Quanto al fatto di essere sfuggito all’assideramento, gli esperti militari sono concordi nel dire che, a parte il sacco a pelo, la temperatura all’interno dell’auto è rimasta sopportabile, nonostante settimane intere con -35 gradi all’esterno, grazie alla coltre di neve che ha fatto da isolante.