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 2012  febbraio 20 Lunedì calendario

«"La persuasione e la rettorica" è la tesi di laurea di Carlo Michelstaedter (Gorizia 1887-1910); egli, dopo essersi iscritto - per volere della famiglia - al primo anno di matematica all’Università di Vienna nel 1905, passò all’Istituto di studi superiori di Firenze, frequentò l’ambiente della "Voce", e si fece assegnare da Girolamo Vitelli (all’epoca forse il maggior specialista italiano di letteratura greca) una tesi di laurea su "I concetti di persuasione e rettorica in Platone e Aristotele"

«"La persuasione e la rettorica" è la tesi di laurea di Carlo Michelstaedter (Gorizia 1887-1910); egli, dopo essersi iscritto - per volere della famiglia - al primo anno di matematica all’Università di Vienna nel 1905, passò all’Istituto di studi superiori di Firenze, frequentò l’ambiente della "Voce", e si fece assegnare da Girolamo Vitelli (all’epoca forse il maggior specialista italiano di letteratura greca) una tesi di laurea su "I concetti di persuasione e rettorica in Platone e Aristotele". Un’opera "sconveniente", com’egli riconosce e sottolinea nell’epigrafe al libro con le parole dell’Elettra sofoclea: "So che faccio cose inopportune e a me non convenienti". Michelstaedter si uccise il giorno dopo aver terminato la stesura delle appendici critiche a "La persuasione e la rettorica"; avrebbe dovuto sostenere la tesi di laurea il giorno seguente SCHEDA BIBLIOGRAFICA Morto suicida a ventitre’ anni, nel 1910, Michelstaedter aveva concentrato il suo genio precoce su un’opera, "La persuasione e la rettorica", che, nata come tesi di laurea su questi concetti in Platone e Aristotele, si era poi trasformata in un testo formalmente inclassificabile, dove i due termini del titolo assumono significati del tutto peculiari. ’Persuasione’ e’ il tentativo, sempre vanificato dalla manchevolezza irriducibile della vita, di giungere al possesso di se stessi, ’rettorica’ l’apparato di parole, di gesti, di istituzioni, con cui viene occultata l’impossibilita’ di giungere alla ’persuasione’. Opera sconveniente e abbagliante, destinata a una commissione di professori e in realta’ protesa a scavalcare il muro della propria epoca, la "Persuasione" e’ certo uno dei testi decisivi del pensiero italiano del Novecento. E si puo’ dire che l’interesse nei suoi confronti non abbia fatto che crescere, con un’impennata negli ultimi anni, in cui si e’ assistito alla scoperta di Michelstaedter in molti Paesi che finora lo ignoravano. Mancava tuttavia un’edizione filologicamente fondata che riunisse la "Persuasione" e le sue importantissime e ardue "Appendici critiche" - edizione che ora dobbiamo alle cure di Sergio Campailla.. . . . volume in Italiano. EAN: 9788845911187. Didascalia all’immagine di pagina 249. «Carlo Michestaedter, "Far di se stesso fiamma", acquerello su foglio d’appunti, 17 x 10,5 cm, Comune di Gorizia, Bilblioteca Civica. L’immagine della lampada "fiorentina" che illuminava, nella soffitta di casa Michelstaedter a Gorizia, la scrittura e le confidenze con gli inseparabili Enrico Mreule e Nino Paternoli, torna spesso negli scritti e nell’opera pittorica di Michelstaedter. Sulla prima pagina della "Persuasione", M. ridisegna, accanto all’epigrafe sofoclea, la sua fiorentina. E in un suo volumetto di massime italiane (Indische Sprüche) M. la schizza di nuovo a matita con un commento in greco che vale: "La lampada si spegne per mancanza d’olio / io mi spensi per traboccante sovrabbondanza"