Antonio Sparzani, Relatività, quante storie, Bollati Boringhieri, Torino 2003, 20 febbraio 2012
«La filosofia mi disgusta. La storia arriva sempre alla stessa conclusione: che gli esseri umani sono criminali
«La filosofia mi disgusta. La storia arriva sempre alla stessa conclusione: che gli esseri umani sono criminali. Dio sa se l’hai imparato di persona. Quindi non c’è niente che io possa leggere. Ho sempre creduto che le scienze esatte - la fisica, la chimica - fossero interessanti. Ma sono anche noiose. Di recente ho letto tutto ciò che ho potuto procurarmi sull’atomo, ma è vero quello che dicono. La noia comincia dall’atomo. Che cosa può essere più terrorizzante di un pezzetto di materia che non riposa mai? Passano milioni di anni, e gli elettroni continuano a girare attorno ai protoni. Secondo il vecchio modo in cui concepivano l’atomo, se non altro riposava. Il nuovo atomo che ci è stato rivelato, invece, continua a sbattersi come una cosa folle, a torcersi e rivoltarsi senza fermarsi mai. Forse è il massimo simbolo dell’uomo, oggi. Comunque, la cosa più fastidiosa è che non riesco a credere a niente di tutto ciò. La scienza moderna diventa di continuo sempre più simile alla finzione narrativa. Prendi la teoria dei quanti. Non la capisco e ho paura che non ci sia niente da capire. È sempre la solita assenza di forma, il solito vuoto, ma senza un Dio, senza uno spirito che si muova sopra la superficie del profondo» (Singer, Ombre sul Hudson). (Isaac B. Singer, Ombre sul Hudson).