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 2012  febbraio 21 Martedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Mario Monti
Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri
Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata
Il Ministro della Giustizia è Paola Severino
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero
Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola
Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera
Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera
Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi
Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini
Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)
Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)
Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari per il Sud è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Comandante Supremo delle Forze Armate dell’ Egitto è Mohammed Hoseyn Tantawi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Oggi commemoriamo Renato Dulbecco, il grandissimo scienziato morto ieri in California: avrebbe compiuto 98 anni domani.

 Nobel per la Medicina nel 1975.

Sì. Aveva già vinto il premio Lasker per la ricerca medica nel 1964. Le motivazioni erano simili: aveva capito che per decifrare e combattere il tumore bisognava lavorare sulle deformazioni del Dna e, più in generale, sulla struttura genetica. Cominciò perché la moglie di un suo amico, nel 1960, era morta di cancro al seno. «Avevo cominciato studiando i fagi, i meccanismi che riparano il Dna quando è danneggiato dalle radiazioni». Stava già in America, a Bloomington nell’Indiana, dove l’aveva chiamato Salvatore Luria. C’erano anche la Montalcini e Giuseppe Levi. Il rapporto con Levi è fondamentale: «Lui incoraggiava molto a fare, ma era estremamente critico: quando uno aveva un risultato e glielo faceva vedere, bisognava convincerlo. Il più delle volte trovava i punti deboli, che è quello che ci vuole per fare uno scienziato: può essere una ragione per cui queste tre persone sono poi arrivate a certi traguardi (tutti e tre premi Nobel – ndr). Con Luria ho lavorato negli Stati Uniti per due anni. Con la Levi Montalcini dividevamo l’ufficio a Torino, e per combinazione siamo partiti per l’America sullo stesso vapore polacco, che si chiamava Sovietsky».

Che cosa aveva fatto prima di andare in America?

Stava in America dal 1947. Prima aveva fatto la guerra in Russia e il partigiano sulle montagne di Cuneo («entrai nel partito dei lavoratori cristiani portato da Giacomo Mottura, diventai membro del Cln, ma compresi subito che la politica non era il mio mestiere. A me interessava la ricerca sui geni»). Prima ancora, a 22 anni, s’era laureato in Medicina (a Torino: s’era iscritto ai corsi sedicenne). Nel momento in cui l’avevano chiamato negli Usa stava prendendo la laurea in Fisica. Era nato a Catanzaro, il 22 febbraio del ’14. Ma è morto americano, a La Jolla San Diego. Un uomo profondamente deluso dal nostro Paese, che lo ha accarezzato per farsene bello, ma lo ha tenuto sostanzialmente alla larga. Gli ritirarono la cittadinanza proprio nei giorni in cui era andato a Stoccolma a ritirare il Nobel. Adesso il Cnr aveva chiuso il Progetto Genoma, col quale s’era illuso di una collaborazione proficua con la scienza italiana. Intendiamoci, ha fatto su e giù con Milano per tutta la vita. Aveva anche fondato un Istituto per permettere agli scienziati italiani emigrati di lavorare al rilancio della scienza in patria. Si chiama Issnaf (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation).

Come andò la storia della ricerca sui geni?

Lo ha raccontato lui stesso. «Dopo il Nobel decisi di concentrarmi sui cancri di significato medico, ad esempio quello del seno. Era chiaro che molti geni dovevano cambiare attività col cancro, ma non si sapeva quali. A quell’epoca se ne conoscevano pochissimi, e ho pensato che bisognava studiarli sistematicamente e sequenziare il genoma. Lo proposi nella primavera del 1985, in una conferenza a Cold Spring Harbor, e mi ricordo lo scetticismo generale, pensavano fossi matto. Poi però qualcuno cominciò a dire che non era un’idea così pazzesca, e io scrissi l’articolo per Science. Non avevamo le tecnologie, ma se la gente ci si mette, le tecnologie arrivano».

Come si spiega che uno così vada al Festival di Sanremo?

Nel 1999, con Fabio Fazio. C’era anche Gorbaciov. Ma non è troppo strano: era un uomo semplice, e come tutti i grandissimi non aveva nessuna prosopopea. Il palcoscenico di Sanremo era molto utile per aiutare la ricerca, specialmente per combattere il fumo. Aveva già fatto una dichiarazione molto forte contro il tabacco dopo il Nobel. Era poi effettivamente un appassionato di musica.

Appassionato di canzonette?

Suonava bene il pianoforte. Ieri sul sito del Corriere ho visto una sua foto con uno spartito di Mozart. Ma in verità trovava Mozart, almeno quelle delle composizioni per piano, un po’ noioso, e preferiva Bach, «raffinato e poliedrico». Piangeva a tutte le opere, specie se di Puccini. Leggeva solo libri scientifici ed evitava il cinema perché le storie belle lo mettevano in ansia. Da giovane tifava per il Genoa. Adesso guardava in televisione soprattutto il tennis, specie quello femminile, specie quello giocato da atlete belle ed eleganti. Insomma, come avrà capito, se n’è andato un grand’uomo.


[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 21 febbraio 2012]

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