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 2012  febbraio 21 Martedì calendario

È così utile averla, Herr Gauck, perché abbiamo sempre bisogno di dibattiti e di confrontarci gli uni con gli altri

È così utile averla, Herr Gauck, perché abbiamo sempre bisogno di dibattiti e di confrontarci gli uni con gli altri. Lei mette il dito nella piaga, quando vede una piaga, ma sa anche essere ottimista e dire: “Si va avanti”. Abbiamo bisogno di entrambe le cose. Grazie di esserci. Grazie di essere ancora qui». È il 22 gennaio 2010, Joachim Gauck sta per festeggiare il suo settantesimo compleanno e a tenere il discorso di encomio in suo onore è stata chiamata un’oratrice d’eccezione: Angela Merkel. La stessa Merkel che, nell’estate 2010, si schiererà contro la sua elezione a Presidente, preferendogli Christian Wulff, e che domenica scorsa ha invece ceduto. Joachim Gauck è una «personalità avvincente», che si batte «per la libertà, la democrazia e lo Stato di diritto», spiegò allora Frau Merkel. «Lei è un vero insegnante della democrazia», aggiunse, tirando fuori la stessa definizione che il prossimo Presidente della Repubblica federale - la sua elezione è fissata per il 18 marzo - ama dare di se stesso. «Sono un insegnante della democrazia in viaggio», ripete spesso Gauck. Il suo viaggio è iniziato 72 anni fa da Rostock e il suo amore per la libertà è sbocciato una sera d’estate del 1951, quando due membri della polizia segreta sovietica sequestrarono con una scusa suo padre, ex capitano di marina: fu spedito ai lavori forzati in Siberia e fece ritorno solo nel 1955, smagrito e quasi senza denti. Voleva studiare storia e germanistica e diventare giornalista, Joachim Gauck. Solo che i funzionari comunisti nella Ddr glielo impedirono, perché - a differenza di Merkel - non si era iscritto all’organizzazione giovanile del partito, la FDJ. E così ripiegò sulla teologia. «Scelsi quel corso di studi non perché mi sentissi chiamato a stare su un pulpito e annunciare il regno di Dio, bensì per ragioni personali e politiche: le facoltà di Teologia erano l’unico luogo che non fosse esposto all’intervento diretto dello Stato e del partito, in cui fosse possibile pensare in maniera indipendente e l’esistenza non fosse soggetta alla subordinazione», ha scritto nella sua biografia. Inoltre voleva capire «meglio me stesso e il mondo» e «raccogliere argomenti contro l’ideologia marxista dominante». È lui, nel 1989, a predicare ogni settimana nella Marienkirche di Rostock e a organizzare le successive proteste anti-regime. È lui ad assurgere a uno dei volti-simbolo del movimento d’opposizione «Neues Forum» e a guidare la commissione incaricata di sciogliere la Stasi (la polizia segreta della Ddr). Ed è lui, il giorno della riunificazione tedesca, a diventare il primo presidente dell’autorità che gestisce gli archivi della Stasi, una carica che ricoprirà fino al 2000. La sua credibilità personale, la sua integrità morale, le eccellenti doti oratorie, il richiamo costante ai temi della libertà e della responsabilità («io chiamo la libertà degli adulti responsabilità», ha scritto in un pamphlet uscito proprio ieri), lo rendono popolarissimo. Ma anche scomodo e controcorrente. A ottobre, mentre il movimento Occupy raggiungeva le strade tedesche, definì il dibattito contro il capitalismo «ineffabilmente sciocco», una frase che, sradicata dal suo contesto, sta provocando ora forti proteste sul Web. Con lui arriverà a Schloss Bellevue la prima coppia presidenziale non sposata nella storia della Germania. Gauck si è separato dalla moglie nel 1991, ma non ha mai divorziato. Dal 2000 è legato alla giornalista Daniela Schadt. Non è iscritto a nessun partito, ma è più vicino ai liberali e a parte della Cdu - che hanno tentato di bloccarlo - che all’opposizione socialdemocratica e Verde che l’ha invece candidato presidente. Lui si definisce «un conservatore liberale e di sinistra». Gauck, chiarì Merkel nel suo discorso del 2010, «non rientra in nessuno schema».