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 2012  febbraio 21 Martedì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA. IL CAROVITA


REPUBBLICA.IT
MILANO - A gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,2% su base annua, un rialzo ben superiore al tasso d’inflazione (3,2%). Secondo i dati Istat, che confermano le stime provvisorie, su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un anno.

Nel suo complesso, a gennaio, il tasso d’inflazione annuo ha registrato un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre, mentre su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,3%. Oltre al carrello della spesa, a spingere la corsa del prezzi è l’aumento della benzina cresciuta del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base mensile. Il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre), il rialzo più alto dal luglio del 2008, e del 4,7% sul piano congiunturale.

L’inflazione di fondo, al netto di alimentari freschi ed energetici, è al 2,3%; al netto dei soli energetici scende al 2,2%. L’inflazione acquisita per il 2012 è all’1,6%. Per quanto riguarda l’indice armonizzato ipca, comprensivo dei saldi, segna -1,8% su mese e +3,4% su anno. L’andamento dell’inflazione a gennaio dipende, quindi, dal lieve aumento dei prezzi dei beni, compensato dal calo dei servizi. Il più rilevante sostegno alla dinamica dei prezzi deriva dai beni energetici regolamentati (+3,9% su mese) e non regolamentati (+4%). In particolare: nel comparto regolamentato,
l’energia elettrica sale del 5% su mese e dell’11,2% su anno, il gas del 3,3% e del 16%; nel comparto non regolamentato, la benzina aumenta del 4,9% su mese e del 17,4% su anno, il gasolio del 4,7% e del 25,2%, il gasolio da riscaldamento dell’1,8% e del 15,2%. Scendono del 6,5% su mese e del 2,3% su anno le spese bancarie e finanziarie grazie alle disposizioni sulle imposte di bollo per conti correnti, titoli e prodotti finanziari sotto i cinquemila euro decisi con la manovra del governo Monti.

CORRIERE.IT
MILANO - Sono i prezzi al consumo dei prodotti acquistati con maggiore frequenza - dagli alimentari agli energetici - a segnare a gennaio un incremento che va in controtendenza col lieve rallentamento del tasso d’inflazione registrato nello stesso mese. Il cosiddetto carrello della spesa mostra a gennaio un aumento del 4,2% tendenziale (contro il 3,2% del dato complessivo) e dello 0,8% sul mese precedente), in flessione su base annua dell’8,7%.
IL DATO COMPLESSIVO - A gennaio la benzina aumenta del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base mensile. Lo rileva l’Istat nei dati definitivi sull’inflazione di gennaio, aggiungendo che il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre), il rialzo più alto dal luglio del 2008, e del 4,7% sul piano congiunturale. L’inflazione acquisita per il 2012 è però pari all’1,6%, quella di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scende al 2,3% dal 2,4% di dicembre 2011, mentre al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo scende al 2,2% (era +2,3% a dicembre). Il rallentamento dell’inflazione, spiega l’Istat, deriva dal lieve aumento del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+3,9%, dal +3,8% di dicembre 2011), più che compensato dal calo di quello dei servizi (+2,3%, dal +2,5% del mese precedente). Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di tre decimi di punto rispetto al mese di dicembre. Dal punto di vista settoriale, il più rilevante effetto di sostegno alla dinamica congiunturale dell’indice generale deriva dai beni energetici regolamentati (+3,9%) e da quelli non regolamentati (+4,0%). Quanto all’indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’Unione europea (Ipca) diminuisce dell’1,8% su base mensile (il ribasso più forte dall’inizio della rilevazione, ovvero dal 2011) e aumenta del 3,4% su base annua, in decelerazione di tre decimi di punto percentuale rispetto a dicembre 2011 (+3,7%). Anche in questo caso si confermano le stime preliminari.
IL CALCOLO - A riguardo, l’Istituto ricorda che l’Ipca tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni), ciò può determinare in alcuni mesi dell’anno (e gennaio è uno di questi) andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell’indice Nic. Su base annua i maggiori tassi di crescita interessano l’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,4%), i trasporti (+7,3%) e le bevande alcoliche e tabacchi (+6,1%). Quelli più contenuti riguardano i servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%) e la ricreazione, spettacoli e cultura (+0,4%). I prezzi delle comunicazioni risultano in flessione dell’1,8%. A livello territoriale, Potenza (+5,0%), L’Aquila e Venezia (per entrambe +4,0%) sono le città capoluogo di regione in cui i prezzi a gennaio 2012 registrano gli aumenti più elevati su base annua. Le variazioni più moderate riguardano, invece, Ancona e Firenze (per entrambe +2,7%).

CORRIERE.IT PRESTITO PAGA PRESTITO
MILANO - Risparmio privato vs debito pubblico. Gli italiani hanno da sempre goduto della fama di formichine. Virtuosi nell’accumulo e nella gestione del risparmio privato. Meno nella "res publica", tanto che il debito del nostro Paese è ampiamente superiore ai 1.900 miliardi di euro, frutto di classi dirigenti spesso non troppo illuminate. Eppure la formula della vita a debito, del credito a consumo ormai raccoglie sempre più proseliti. L’ultima frontiera è la richiesta di finanziamento per pagare un prestito in corso. Una sorta di spirale debitoria che si origina dalla necessità delle famiglie di conservare il livello di vita ante-crisi, a spese di una continua rincorsa nel rimborsare le rate dei finanziamenti richiesti alle banche.
LO STUDIO - Scrive un’indagine di Prestiti.it che nel 2011 circa due milioni di italiani hanno provato ad ottenere un prestito per consolidare i propri debiti. Ma - secondo il broker web - soltanto 170mila domande sono state accolte, dato l’elevato rischio insolvenza dei contraenti. Spiega Marco Giorgi di Prestiti.it che «l’alto numero di richieste è sintomatico di una condizione di difficoltà. Perché quando le rate si sommano, star dietro alle scadenze e disporre di sufficiente denaro per arrivare a fine mese diventa più complicato. Per questo accorpare i diversi finanziamenti in essere in un’unica rata, allungando i tempi del prestiti e aggiungendo altra liquidità è un vantaggio».
L’IMPORTO - L’importo medio delle richieste supera i 16mila euro e lo si vuole rimborsare - in media - in un periodo lungo, circa 78 mesi. E guardando agli importi medi, le cifre più elevate sono richieste nelle regioni del centro-Sud: è lì che si registrano le difficoltà maggiori di affrontare la crisi economica, dove vi è un elevato bisogno di razionalizzare il credito e recuperare la liquidità.