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 2012  febbraio 21 Martedì calendario

Perché sposarti se puoi convivere? Perché comprare se puoi affittare? Il principio della società liquida vale in tutti i sensi

Perché sposarti se puoi convivere? Perché comprare se puoi affittare? Il principio della società liquida vale in tutti i sensi. Al tempo dei «temporary» è difficile fare piani quinquennali, decidere che un amore o una borsa sono «per sempre». Così le fashioniste e non solo, hanno preso l’abitudine di cambiare it-bag tutti i mesi con il bugdet appena sufficiente per comprarne una. Scarpe, gioielli, abiti vintage, ma anche quadri e pezzi di design, tutto funziona nella logica del «qui e ora», tanto domani è un altro giorno. Zitte zitte, le signore cliccano sulla borsa cult di stagione e se la fanno spedire: arriva in 24/48 ore nella sua brava scatola (lo stesso corriere provvederà a ritirarla) e per sette o trenta giorni, con piccole cifre (si parte da quindici euro, si arriva a ottanta/cento) il figurone è assicurato. Le più richieste? Sempre le stesse: la classica Chanel, la Kelly, la Birkin (rarissima) la Falabella di Stella McCartney, la New Bamboo di Gucci, le Vuitton (tutte), una Lady Dior qualsiasi, l’ultima Prada, l’ultima Fendi. Antonella Amato, fondatrice di Vanity Lady, racconta: «Non faccio in tempo a mettere in rete le new entry, che vanno subito via». Le sue trenta borse cult girano come trottole e tornano «intatte, senza un graffio». Adesso ci sono anche le offerte. Una New Bamboo a 93 euro per un mese è, sotto certi aspetti, una vera tentazione. Perché, suggerisce uno dei siti, «il vero lusso è cambiare». Chi si è lasciato alle spalle lo shopping compulsivo per lanciarsi nel mondo degli affitti, rischia di non uscirne più. Cinderella Me, il sito inglese per cenerentole moderne, appende all’amo una quantità di scarpette fatate: un’inarrivabile Louboutin, una Jimmy Choo Stay Silver d’argento con tacco aggressivo da spezzacuori, sessanta sterline per una settimana (nuova costa 760): come si fa a resistere? Navigando si trova di tutto, anche un outfit da Ballo della Rosa, quando pensi «oddio, non ho niente da mettermi». Per chi ha sempre sognato i diamanti, niente paura. Eccoli in affitto, certo, con le cautele del caso: lasciare il numero di carta di credito, garantire l’imballaggio, e guai a fuggire con il collier. Su www.jewmia.it c’è una short list di gioielli tradizionali: dal braccialetto «tennis» alle boccole, ma anche gemelli per uomini molto vanitosi, mentre alcuni siti lavorano soltanto su richiesta. Con cinquecento euro, la follia di una tiara da principessa diventa possibile, senza dover sposare un principe. Una volta cancellata l’idea di comprare e conservare, di non fare cassetto, o cassetta di sicurezza, anche l’arte diventa accessibile: oggetti di design, quadri, addirittura sculture e fontane viaggiano da una città all’altra, da una casa all’altra. I galleristi hanno intuito che cedere un’opera per spazi temporanei, uffici, showroom pop-up, feste, può essere uno sviluppo, e succede già da qualche anno. Ma Daniele Gulizia, 31 anni, grafico di formazione e figlio di un’artista, propone un servizio originale: far ruotare quadri di contemporanei, «tutti viventi», ci tiene a dire. Con ArredArti, affitta duecento opere che possono cambiare il volto di uno spazio tutti i mesi (ma capita che gli chiedano di sostituirli anche dopo due settimane) e si traducono in una forma di promozione per l’autore. «All’inizio - ride - volevo soltanto dare una mano a qualche amico artista. Proponevo i quadri gratis a showroom e ristoranti. L’interesse era minimo. Quando ho cominciato ad affittarli, allora sì, mi hanno preso sul serio». I corrieri e le consegne rapide fanno fortuna, e noi, nel frattempo impariamo a viaggiare leggeri.