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 2012  febbraio 20 Lunedì calendario

Anno IX – Quattrocentododicesima settimana Dal 13 al 20 febbraio 2012Papa Sabato scorso, ai 22 nuovi cardinali appena nominati, papa Benedetto XVI ha detto: «Pregate anche per me, affinché possa sempre offrire al popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e reggere con mite fermezza il timone della santa Chiesa»

Anno IX – Quattrocentododicesima settimana
Dal 13 al 20 febbraio 2012

Papa Sabato scorso, ai 22 nuovi cardinali appena nominati, papa Benedetto XVI ha detto: «Pregate anche per me, affinché possa sempre offrire al popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e reggere con mite fermezza il timone della santa Chiesa». Pochi giorni prima, il vescovo emerito di Ivrea, monsignor Luigi Bettazzi, novant’anni l’anno prossimo, aveva accettato di rispondere alle domande di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, conduttori del programma radiofonico Un giorno da pecora. I due, che di solito la buttano sul ridere, si sono sentiti dire molto seriamente dal loro autorevole ospite che il Papa starebbe pensando di dimettersi. Il Vaticano aveva già smentito su tutta la linea la voce, ma Bettazzi ha insistito: «Io credo di sì, anche se l’hanno smentito. Un vecchio cardinale mi diceva sempre: se il Vaticano smentisce vuol dire che è vero... Io penso che lui si senta molto stanco, basta vederlo, è un uomo abituato agli studi. E di fronte ai problemi che ci sono, forse anche di fronte alle tensioni che ci sono all’interno della Curia, potrebbe pensare che di queste cose se ne occuperà il nuovo Papa. Non riesco ad allontanare l’idea che il Papa possa dare le dimissioni: Ratzinger ha visto che negli ultimi anni papa Giovanni Paolo II non era più molto in grado di guidare la Chiesa. La guidavano di più i suoi collaboratori».

Scandali Sono parecchie settimane che, effettivamente, la Chiesa è al centro di rivelazioni scandalistiche che i giornali italiani non sanno bene come maneggiare. Sono state passate ai media, da una mano misteriosa, le lettere in cui l’arcivescovo Carlo Maria Viganò denuncia la corruzione nella gestione degli appalti vaticani. Un altro documento, finito chi sa come nella redazione del “Fatto”, ipotizzava un attentato mortale a Benedetto XVI entro la fine del 2012. Anche la nomina dei 22 nuovi cardinali ha suscitato ogni sorta di supposizioni. Dei 16 europei, 7 sono italiani. Significa che il successore di Benedetto verrà dal nostro paese? Con la nomina dei sei nuovi cardinali, a cui si deve aggiungere l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, il gruppo degli italiani sarebbe nel prossimo conclave il più forte, 30 rappresentanti su 125 aventi diritto di voto. Calcoli prematuri? Ma gli esperti di queste cose dànno in ogni caso la successione non troppo lontana. Si fronteggiano in questo momento soprattutto i seguaci dell’attuale segretario di Stato Tarcisio Bertone, che farebbe resistenza a certe operazioni di trasparenza pretese dal Pontefice (la Banca vaticana, gli appalti), e i fedeli del cardinale Sodano che avrebbe il suo uomo nell’ultraortodosso cardinale Piacenza, oggi prefetto della Congregazione per il clero e destinato – in assenza di fatti nuovi – a sostituire Bertone entro l’anno.

India La polizia di Kerala, in India, tiene due membri della Marina militare italiana in stato di fermo, o forse di arresto, e li accusa di aver ammazzato due innocenti pescatori del posto. Il rischio di una crisi diplomatica tra i due paesi esiste. La visita a New Delhi del nostro ministro degli Esteri, in programma tra una settimana, per ora non è in discussione, ma si teme che si svolga in un clima di tensione se non di ostilità. Il presidente del consiglio, Mario Monti, è costantemente informato. Per ora i colloqui tra le rappresentanze dei due paesi non evolvono positivamente.

I fatti È mercoledì 15 febbraio, la petroliera Enrica Lexie, degli armatori napoletani D’Amato, naviga a 30 miglia dalla costa del Kerala, una striscia di terra che si trova sulla punta occidentale della penisola indiana. A bordo ci sono sei marò italiani del reggimento San Marco, ingaggiati per tenere a bada, eventualmente, i pirati che infestano la zona. Secondo quello che raccontano gli italiani, intorno alle tre del pomeriggio il team di protezione militare della petroliera (sei uomini, pagati ciascuno 500 euro al giorno) ha gridato che un peschereccio si stava avvicinando, con aria aggressiva. Il comandante Umberto Vitelli dice di aver subito fatto attivare le sirene esterne, mentre i sei militari prendevano posizione e avvertivano il peschereccio, di nome Saint Anthony, di non avvicinarsi. Quello non se ne dava per inteso. Partivano allora tre raffiche, sparate – sempre secondo quello che raccontano i nostri – in acqua. Dopo la terza raffica, il peschereccio voltava la prua e se ne andava. Ma poco dopo dal comando di Bombay arrivava la richiesta di entrare nel porto di Kochi: la polizia di Kerala aveva trovato a bordo del Saint Anthony molte armi. Senonché, una volta arrivati in porto, gli italiani venivano accusati di aver sparato ad altezza d’uomo, di aver ucciso due pescatori innocenti e disarmati di 25 e 45 anni (Ajesh Binki e Jala Stein) e, alla fine, due marò italiani, Massimiliano Latorre 35 anni, da Taranto, e Salvatore Girone, 34 anni, da Torre a Mare (Bari), venivano interrogati e poi chiusi in una villa non si sa se in stato di fermo o di arresto. La nostra diplomazia, che ha mandato sul posto una rappresentanza dei ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia, sostiene che l’episodio è avvenuro in acque internazionali, dove la giurisdizione è determinata dalla bandiera: toccherebbe quindi a noi processare gli eventuali colpevoli. Gli indiani spostano l’episodio a meno di 20 miglia, cioè nelle loro acque, e quindi intendono procedere: sarebbe in questo caso un processo che può portare alla condanna a morte. La stampa locale ci dà addosso. L’International Maritime Bureau però ha segnalato, in quelle stesso ore, un attacco fallito a un’altra petroliera (due imbarcazioni di pirati a due miglia e mezza dal porto). È in questa operazione che sarebbero in realtà stati uccisi i due pescatori. I pirati godono qui di forti protezioni politiche e certo i militari che dall’estate scorsa presidiano le petroliere dànno molto fastidio ai banditi del mare.

Germania Un’indagine della procura di Hannover, che ha chiesto al parlamento tedesco di indagare sul presidente della Repubblica Christian Wulff, ha costretto costui alle dimissioni. Giornali e magistrati insinuano che Wulff, quando era governatore della Bassa Sassonia, si sia fatto prestare da un imprenditore amico mezzo milione al tasso assai favorevole del 4%. Risulterebbero poi vacanze pagate da un altro imprenditore nell’isola di Sylte (tre notti a 258 euro, il nostro Malinconico si trattava meglio), vestiti regalati alla bella moglie Bettina, ecc. La notizia ha fatto particolarmente sensazione nel Belpaese: nelle stesse ore in cui Wulff rassegnava il mandato, la nostra Corte dei Conti denunciava il dilagare della corruzione italiana con danni stimati in 60 miliardi l’anno (la metà di quanto questa piaga costa a tutta l’Europa). Il nuovo presidente, il cui nome la Merkel ha voluto concordare con le opposizioni, sarà il pastore protestante Joachim Gauck, che Verdi e socialdemocratici avevano invano opposto nel 2010 a Wulff, imposto dalla Kanzlerin.

Sanremo Emma, con Non è l’inferno, ha visto il Festival di Sanremo, notizia di terz’ordine se paragonata al clamore suscitato dai due monologhi di Celentano, uno in apertura e l’altro in chiusura di manifestazione. In quello d’apertura (50 minuti), il cantante ha chiesto di chiudere “Avvenire” e “Famiglia cristiana”, i due giornali cattolici che non parlano mai del Paradiso, ha criticato la Consulta che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale e ha dato del “deficiente” al critico del “Corriere” Aldo Grasso. Nel subisso che ne è seguito, la Rai ha mandando a Sanremo il vicedirettore Antonio Marano, nelle vesti di finto commissario. Sabato, quando Adriano s’è ripresentato, una parte consistente del pubblico lo ha fischiato. Claudia Mori dice che s’è trattato di una buffonata organizzata dalla Lei e dagli altri dirigenti di viale Mazzini.