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 2012  febbraio 20 Lunedì calendario

Yogurt, il simbolo della rivolta è l’unico vero business globale – Pregustava una serata piacevole al cinema il ministro greco dell’interno Xaris Kastadanis, quando, a ottobre, nel pieno delle proteste contro i tagli è stato accolto a colpi di yogurt da un centinaio di manifestanti

Yogurt, il simbolo della rivolta è l’unico vero business globale – Pregustava una serata piacevole al cinema il ministro greco dell’interno Xaris Kastadanis, quando, a ottobre, nel pieno delle proteste contro i tagli è stato accolto a colpi di yogurt da un centinaio di manifestanti. Invece di uova e pomodori i greci usano il prodotto più famoso della loro terra per esprimere la rivolta contro il potere e le istituzioni. Un proiettile simbolico per accusare il governo e la classe politica di "essersi mangiati tutto il paese", spiega Antropology news: «lo yogurt è strettamente associato all’identità etnica del paese, brandito contro gli "yaourtoma" le vittime dei lanci, colpevoli di rappresentare e teorie e ideologie estranee alla cultura ellenica. Da piazza Syntagma a tutti gli altri focolai di protesta, intere casse di yogurt sono state trasportate e lanciate contro polizia e ministri. Lo yogurt, diventato uno dei simboli della rivolta greca è anche uno dei protagonisti dell’economia del paese. La Fage, numero uno nella produzione di yogurt e derivati del latte, è la terza azienda nel settore agroalimentare, la 30ma di tutta l’industria greca, secondo i dati forniti dall’ufficio degli Affari economici e commerciali dell’Ambasciata greca a Roma. Fage e Vivartia, la numero due, insieme controllano metà mercato. Il 30% fa capo a Fage, il 17% a Delta, sussidiaria di Vivartia holding, che nel 2010 ha comprato anche la maggioranza di Mevgal, terzo brand di yogurt. Come per l’Italia, molte di queste imprese nascono business di famiglia, ma il mercato oggi è in fase di grande concentrazione. Vivartia è frutto della fusione tra Delta, un tempo controllata dalla famiglia Daskalopulos, e Mechelany, controllata da Spyridon Theodoropulos, oggi Ceo della holding, che dopo la fusione è stata acquisita da una finanziaria che l’ha poi portata alla quotazione alla Borsa di Atene. Con l’acquisizione di Mevgal da parte di Vivartia escono di scena le famiglie PapadakisChazitheodoron che controllavano Mevgal. Il mercato greco, che vale 364 milioni di euro, è un mercato maturo, con un tasso di crescita dello 0,5%. Questo non ha impedito alla multinazionale francese Danone di approdare in Ellade per ritagliarsi una fetta di mercato. Ma il grande campo di battaglia, oggi, per lo yogurt greco, si svolge negli Usa, dove sia Fage che Viviartia, soprattutto dopo l’acquisizione di Mevgal, sono impegnate in un duro testa a testa. Ricco di proteine e povero di grassi lo yogurt greco piace agli americani, soprattutto alle donne, e sta facendo registrare un’impennata di vendite sulla scia dei nuovi trend salutistici, racconta il Wall Street Journal. Solo fino al 2005 rappresentava un giro d’affari di 60 milioni di dollari, a fine 2011 valeva 1,5 miliardi, arrivando al 25% del mercato globale americano degli yogurt secondo un report di Citi del dicembre scorso. Gli yogurt greci si impennano, gli altri perdono colpi, dicono gli analisti di Citi, come General Mills, il primo produttore degli States. E lo yogurt riscatta la Grecia dal massacro di rating negativi contro i bilanci pubblici e i sirtaki bond. "La crescita della Grecia", titolava già a marzo scorso un report di Ubs, dove la banca d’affari analizza questo segmento con la più rapida crescita finora registrata e l’impatto sulle company a stelle e strisce. Il segmento è talmente promettente che persino PepsiCo ha deciso di scendere in campo con una sua linea. Ma il grande competitor, non è americano né greco. Chobani, re indiscusso degli yogurt è stato cresato da Hamdi Ulukaya, un turco. Poco più che quarantenne era venuto negli Usa per un master, ma ha lasciato a metà gli studi per darsi agli affari. Prima i formaggi, poi lo yogurt, «come si fa a casa mia» racconta a Fortune, che è stesso modo in cui si fa quello greco. Fage e VivartiaMevgal hanno rilanciato a colpi di nuovi stabilimenti, in uno scontro che fa rivivere sul fronte del business la rivalità atavica tra Grecia e Turchia. Ma la grande nemesi per la Grecia arriva da Manhattan, dove l’ultima moda è lo yogurt Maia, rigorosamente "alla greca". E’ stato inventato da Hamilton Colwell, già investment bank a JpMorgan. Lo tsumani finanziario ha spazzato via il suo e tanti altri posti di lavoro, cosi s’è riciclato in questo business. E dal suo appartamento nell’Upper East Side, quartier generale dell’azienda, il suo yogurt è già arrivato in Pennsylvania.