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 2007  luglio 20 Venerdì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Vincenzo Maranghi s’è fatto fare il funerale alle sei e mezza di mattina, in Santa Maria delle Grazie, cioè di fronte a casa sua, in una Milano deserta e infuocata. Sono andate a salutarlo per l’ultima volta circa duecento persone.

• Maranghi... so che è qualcuno importante, so che è qualcuno che dovrei conoscere... ma... non ho la minima idea di chi sia.
Ha sentito nomirare qualche volta Enrico Cuccia, almeno?

• Cuccia... qui a Milano c’è una piazza Cuccia, mi pare.
Piazzetta Cuccia, già via Filodrammatici, dietro la Scala. I giornalisti ogni tanto scrivono frasi come: «via Filodrammatici non è d’accordo...» o «via Filodrammatici pensa che...» e vogliono dire Mediobanca. In via Filodrammatici, ora piazzetta Cuccia, stava, sta Mediobanca. Mediobanca – lo capisce persino lei – è una banca. Che banca, però? Una banca fondata dopo la guerra con lo scopo di prestare soldi a medio termine alle imprese. Medio termine significa: non me li devi restituire subito, ma neanche troppo in là. Prestare alle imprese è invece il vero fatto importante. La legge bancaria del ’36, cioè di epoca fascista, proibiva alle banche di possedere pezzi di aziende. Mediobanca fu concepita con una legge particolare che le consentiva invece di comprare pezzi di Fiat o di Montedison. Chiamarono a governarla questo Cuccia, che s’era distinto in Abissinia per aver fatto le pulci ai gerarchi che gonfiavano in modo inverosimile le note-spese. Uomo finissimo, di cultura immensa, di intelligenza superiore. Via, si ricorderà almeno che una volta quelli di Striscia tentarono di dargli un tapiro e con assoluta dignità lui continuò a camminare senza accelerare e senza rallentare, impassibile come se quelli fossero trasparenti. Bene, misero Cuccia a capo di Mediobanca e Cuccia si prese come numero due Vincenzo Maranghi. Cuccia è morto nel 2000, Maranghi, a cui era venuto un cancro dieci anni fa, è stato ucciso dal tumore l’altra sera. Come dicono i giornalisti, con la morte di Maranghi s’è chiusa un’epoca. In realtà s’era chiusa già nel 2003, quando Maranghi, numero uno di Mediobanca dopo la morte di Cuccia, era stato estromesso dal vertice da Geronzi e Profumo, aiutati in quell’impresa da Fazio e dalla Fiat. Una conclusione forse ingiusta sul piano personale, date le qualità dell’uomo. Ma inevitabile su quello storico. Maranghi voleva che Mediobanca continuasse ad essere la Mediobanca di Cuccia e questo non era più possibile.

• Che significa la Mediobanca di Cuccia?
Potendo acquistare pezzi d’azienda, Cuccia, Maranghi e la loro creatura Mediobanca si piazzarono al centro del sistema economico e ridisegnarono il profilo del capitalismo italiano. Ridisegnare il profilo significa quest quando un’azienda era in difficoltà, stabilivano loro il come dovesse essere salvata, attraverso quali partner e con quali benedizioni politiche. Rifiutarsi di prender parte a una di queste operazioni, cioè non rispondere a una chiamata di Cuccia e Maranghi, significava uscire dal salotto e non poter più contare sul minimo aiuto di sistema. Chi voleva star solo, stava solo sul serio. L’unico che non ha certamente avuto rapporti con quel sistema, e che in un certo senso la paga ancora, è proprio Berlusconi. Per il resto, Cuccia e Maranghi hanno salvato una decina di volte la Fiat, hanno inventato la fusione tra Montecatini ed Edison promuovendo l’ascesa di Cefis, hanno sbarrato il passo a Sindona e alla P2. Eccetera eccetera.

• Il segreto per diventare tanto potenti?
Due regole: «le azioni si pesano e non si contano» (che significa: a questo tavolo ha importanza il chi e non il quanto) e «meglio per un manager corteggiare una dipendente che parlare con un giornalista». I due infatti non rilasciarono mai neanche una dichiarazione. Maranghi, neanche dopo essere stato estromesso da via Filodrammatici. Eppure, da passionale qual era, gli bruciava.

• Stando a capo di una banca tanto potente saranno morti tutti e due ricchissimi.
No, di Cuccia e Maranghi si può dire con sicurezza quest maneggiando una quantità impressionante di soldi, non manifestarono mai il minimo interesse per il denaro. Stavano molto bene, naturalmente, e non si può certo dire che fossero poveri. Ma oltre allo stipendio, non prendevano e non presero e non vollero prendere mai nulla, né stock options né regalie di alcun genere. Quando chiesero a Maranghi come mai, rispose: «Meglio avere la mente sgombra da interessi personali, in modo da mettere sempre al primo posto l’interesse della banca». Andando via da Mediobanca rifiutò qualunque buonuscita, a parte la normale liquidazione. Dovette accettare però il saldo delle ferie arretrate, un milione e seicentocinquantamila euro. In quarant’anni, era andato in vacanza una volta sola, per una settimana, nell’estate del 1985. Un anno entrato per questo nella leggenda dell’istituto. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 19/7/2007] (leggi)

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