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 2007  luglio 20 Venerdì calendario

CARAI

CARAI Salvatore Orune (Nuoro) 6 luglio 1955. Politico. Pd. Sindaco di Montalto di Castro (Viterbo, eletto nel 2002 e 2007). Al centro di molte polemiche quando nel luglio 2007 si seppe che il comune pagava le spese legali dei più indigenti tra gli otto ragazzi accusati di aver stuprato una quindicenne. La vittima: «Volete sapere cosa c’è dietro questa bruttissima storia? Il nipote del sindaco è uno degli otto ragazzi indagati. Ha fatto tutto questo per lui, anche se credo che la famiglia abbia rifiutato i soldi» (Flavia Fiorentino, ”Corriere della Sera” 20/7/2007) • «[...] il sindaco col pallino per il sociale, quello che - nei parcheggi riservati agli handicappati - ha fatto istallare per tutta Montalto i cartelli con la scritta ”ti cedo il mio posto se ti prendi il mio handicap” [...] quando ha ricevuto la lettera inviatagli dalle assistenti sociali del Tribunale dei minorenni, che gli chiedevano di dare un aiuto a quei ragazzi e alle loro famiglie, non ci ha pensato su due volte e si è messo subito all’opera. ”Mi scrivevano, quasi raccomandandosi, che avrei dovuto dare una mano a questi giovani, per favorire il loro reinserimento nella società. Allora io ho subito trovato lavoro a quelli che non ce l’avevano. Poi ho parlato coi genitori. Alcuni mi hanno detto che le spese legali per loro erano insopportabili. Sicché mi è venuta l’idea di anticipare i soldi. Perché sia chiaro, i ragazzi col loro lavoro dovranno restituirli”. I più però, anche in paese, l’hanno presa come un voler stare dalla parte degli stupratori. ”Assolutamente no. Non è compito mio stabilire l’innocenza o la colpevolezza delle persone. Questo lo deve fare la magistratura. Io, come sindaco, ho solo cercato di dare una mano a gente che ne aveva bisogno. Niente di più”. Il pensiero a questo punto corre alla ragazzina vittima dello stupro. ”Se fosse stata una cittadina di Montalto avrei aiutato anche lei. Anzi. Se la famiglia si trovasse in difficoltà e mi chiedesse aiuto, non avrei nessuna remora a farlo. Come credo lo farebbe il mio collega di Tarquinia, dove la ragazza abita” [...]» (Arnaldo Sassi, ”Il Messaggero” 20/7/2007).