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 2007  luglio 20 Venerdì calendario

La prima volta che l’hanno fotografato su un’auto, a pedali si capisce, aveva tre anni e andava alle giostre di Jesolo

La prima volta che l’hanno fotografato su un’auto, a pedali si capisce, aveva tre anni e andava alle giostre di Jesolo. L’ultima, dieci giorni fa, quando il vicepresidente della Regione Veneto Luca Zaia si è fatto beccare da un’auto civetta della Polstrada mentre sfrecciava in Bmw a 193 all’ora, sulla A27 tra Treviso e Venezia dove il limite è a 130. «Ho sbagliato. Pago, ma quelli che mi attaccano solo per questo sono degli sciacalli...», ride di quest’affaire dove c’è chi lo vorrebbe mettere in croce - «Si dimetta», «Vada in carcere come Paris Hilton», «Faccia 30 giorni ai servizi sociali» -, altro che 10 punti della patente persi, sospensione per un mese e 407 euro di multa da pagare entro 30 giorni, quando dovrà pure esibire e farsi ritirare il permesso di guida che quel giorno non aveva in tasca. «Erano le due del pomeriggio, la strada era deserta, mi avevano richiamato a Venezia, c’erano state delle trombe d’aria... Quelli mi fermano e mi chiedono pure: ”Ma perché non va con l’auto blu?”», si indigna questo giovanissimo politico della Lega, 41% di preferenze personali nel ”98 quando diventa il più giovane presidente di Provincia, addirittura il 68,9% nel 2002 quando correndo da solo rifà il pieno di voti. Trentanove anni, una moglie, figlio di un meccanico e di una casalinga di Bibano di Godega, vicino a Conegliano, Luca Zaia giura di amare solo i cavalli a quattro zampe: «Anche se mio padre aveva un’officina, dei cavalli a motore non me ne frega niente. Preferisco Varenne. Amo correre in campagna. Ho avuto una Lancia Thema, adesso ho una Bmw 528 del ”99 con l’impianto a gas... Ma la cosa che amo di più è andare in bicicletta». Dice che quando l’hanno fermato «è stato come un agguato», si chiede come mai «la Polstrada di Venezia ha fatto uscire la notizia»: «Sembra quasi un reato che non avessi l’auto blu, ma davvero vanno tutti sotto ai 130? Non ci credo». Non ci crede, a tal punto da rilanciare quelle che giura essere le sue vecchie proposte in tema di sicurezza stradale: «Carcere per chi guida in stato di ebbrezza, un punto della patente perso per ogni chilometro all’ora in più oltre i limiti, ma innalziamoli di 20 chilometri all’ora: 70 in città, 150 in autostrada... Siamo fermi ancora ai 110 del ministro Enrico Ferri di venti anni fa... Solo gli ipocriti pensano che tutti rispettano queste velocità. In Germania non ci sono limiti e i morti sulle strade sono meno che da noi». A quelli che intanto lo accusano di predicare bene e razzolare male, Luca Zaia ricorda i suoi dieci anni alla guida della Provincia di Treviso, quando riuscì a portare i morti sulle strade da 187 a 60 l’anno: «Ho voluto io le carcasse di auto incidentate agli incroci pericolosi, sono stato io a regalare gli etilometri nelle discoteche, ho fatto costruire oltre 400 rotatorie, li chiamavano gli attraversamenti della morte e non è morto più nessuno... Ma per favore, non facciamo della demagogia». E tanto per far capire che la sua è la strada giusta, Luca Zaia snocciola cifre su cifre: «Ogni anno ci sono 6000 morti sulle strade, quelle del sabato sera sono 150. Si muore molto di più tra le 17 e le 20 del giovedì, quando la gente esce dall’ufficio...». La gente sarebbero poi questi che si fermano a salutarlo mentre lui sfreccia, si fa per dire, in bicicletta. Sono quelli che in due giorni gli hanno mandato quasi 600 mail e 150 sms al telefonino che non smette di squillare un attimo. Qualcuno lo insulta pure: «Zaia, n’do vai?». Altri si offrono da fargli pure da autista: «Un industriale vorrebbe mettermi a disposizione il suo elicottero. Sarebbe una soluzione, visto che con il governo che abbiamo non se ne parla di fare le strade. Se non era per Berlusconi non avremmo nemmeno l’ampliamento del passante di Mestre che inauguriamo tra poco... Altro che prendermi di mira per la multa in autostrada. Sono finito in prima pagina, con una notizia più grande rispetto a un extracomunitario che a Bologna ha violentato una trevigiana».