Varie, 20 luglio 2007
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Montani Piero
• Luigi Genova 12 aprile 1954. Banchiere. Amministratore delegato di Banca Antonveneta • «[...] detiene un record nella categoria: è testimone di quattro diverse offerte pubbliche di acquisto – dirette o indirette – per la propria banca. Nel 2005 erano stati gli storici azionisti olandesi di AbnAmro e i lodigiani guidati dall’ormai ex banchiere Giampiero Fiorani della Banca popolare italiana. Oggi invece sono gli inglesi della Barclays e il consorzio formato dal trio Royal Bank of Scotland, Fortis e Santander Central Hispano a cercare di contendersi, a suon di carte bollate e udienze statunitensi, il controllo della AbnAmro. Nessuno avrebbe immaginato che uno dei top manager della Rolo Banca 1473, uno degli artefici della fusione tra il Banco popolare di Verona e quello di Novara, potesse diventare un esempio da manuale sui metodi con i quali destreggiarsi fra i propri azionisti di riferimento. Gli oltre mille sportelli dell’istituto patavino sono stati al centro del contendere dalla fine del 2004 quando il patto di sindacato Delta Erre aveva deciso di non rinnovarsi, rendendo di fatto contendibile l’istituto e spalancando le porte a una delle contese finanziarie più dure della storia del capitalismo italiano. Montani, approdato al timone di Antonveneta nel 2003, ha cercato di riportare ordine nei conti della banca e rigore tra i suoi dipendenti, creando una squadra di successo. Mai avrebbe immaginato nel febbraio di oltre quattro anni fa che avrebbe perso, seppur temporaneamente, il proprio posto di lavoro per una manciata di settimane. I furbetti del quartierino erano riusciti a giostrare il voto assembleare a spodestare il cinquantaquattrenne banchiere genovese dalla sua poltrona. Ai cronisti che aspettavano nei cortili del quartier generale l’esito del primo (e unico) consiglio di amministrazione targato Popolare di Lodi non aveva dato grandi commenti. ”Vedremo quello che succederà in futuro”, aveva detto accendendosi una Rothmans Blue Slim. Per un mese ha seguito da lontano le vicende della non ancora avvenuta conquista della ”sua” banca. Dalla sua casa a Carate Brianza, a poche centinaia di metri dalla villa di Eros Ramazzotti, aveva pensato che fosse meglio tosare l’erba di casa propria che seguire vicissitudini ormai approdate nelle aule dei tribunali di Milano, Padova e Roma. ”La pazienza è una delle sue virtù… se non è posto per un periodo prolungato a una forte tensione”, spiegano alcuni banchieri che hanno avuto modo di lavorare con lui nell’ultimo decennio. Tra i suoi estimatori anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, conosciuto ai tempi in cui quest’ultimo lavorava a Londra presso Goldman Sachs e tutti gli uomini della AbnAmro capeggiati dall’ad Rijkman Groenink. Rimane ora da vedere se i nuovi padroni della banca olandese, siano essi inglesi o spagnoli, saranno in grado di capire il mercato italiano e proporre nuovi prodotti in grado di ammaliare e conquistare clienti in tutta Italia. La situazione di stallo in cui è precipitata Abn dal giorno dell’annuncio dell’interesse di Barclays ha legato le mani ai banchieri olandesi: non è stato possibile decidere di partecipare all’offerta per gli sportelli di Intesa Sanpaolo. Antonveneta, oltre a essere una buona banca, è il fulcro di una fitta serie di connessioni che legano gli imprenditopri locali e i loro interessi. socia di Hopa, promessa sposa della veneta Palladio, finanziaria della quale è anche azionista, sebbene con una quota dell’1 per cento. La banca è uno dei cardini del sistema finanziario del nordest. Un sistema ricco ma anche molto litigioso, come dimostrano i casi del Gazzettino e del patto di sindacato della stessa antonveneta. E che in quanto tale deve essere retto da banchieri in grado di mediare oltre che di erogare credito. Caratteristiche che Montani ha e che gli hanno consentito di attraversare (quasi) indenne quattro offerte» (’Il Foglio” 19/7/2007).