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 2007  luglio 20 Venerdì calendario

Ritualmente, ogni anno, io e due miei amici andiamo a fare la giuria di Mr. Gay Italia. A gratis, e certamente non per il prestigio

Ritualmente, ogni anno, io e due miei amici andiamo a fare la giuria di Mr. Gay Italia. A gratis, e certamente non per il prestigio. Il divertimento sta nell’ubriacarsi ed essere presi a pomodorate; ogni volta creando più scompiglio grazie a domande stronze fatte ai concorrenti. La stronzaggine non è gratuita: i concorrenti vengono confrontati con oscenità che, se muniti di ironia, riescono a dribblare. Oscenità e verità che, ovviamente, militano contro il buonismo ipocrita presente in questi "beauty pageant" ("vorrei la pace nel mondo etc.") La peggio domanda dell’anno scorso era: "quando hai avuto il tuo ultimo condiloma anale?". Insinuava che il concorrente non era un santo come ci voleva far credere. Dopo cori di "buuu" eravamo tornati a casa fieri, nonchè miracolosamente indenni da violenze fisiche. Quest’anno c’era ancora più buonismo, come se fossimo in una missione del Darfour - ma senza suore e religione. Erano con i pettorali unti e le sopracciglia spinzettate ed inarcate...pronti per odiarci. Ma noi non abbiamo voluto accettare l’ipocrisia. (Irene Ghergo, Costantino della Gherardesca e Veronica Leroy) Siamo stati coraggiosissimi: "Sei mai finito in un sex club, strafatto di coca, a pecora?" oppure " Sei mai stato in una situazione dove non riuscivi ad avere un rapporto orale con un membro perchè era troppo grosso, ma poi è entrato dietro con gran facilità?". I "buu" ed i fischi echeggiavano per tutto l’anfiteatro. Anche urli di: "stronze!". Ovviamente adesso troviamo il tutto divertente, perchè io ed i miei amici ridiamo di quanto siamo disgraziati...ma al momento mi sentivo in pericolo di vita (vista l’agorafobia e la folla odiante) ed ho preso uno Xanax usando il ghiaccio sciolto del cuba libre di un estraneo. Ho anche fatto una domanda che trovo molto in linea con la narrativa contemporanea dei media: "Sei mai stato in un centro di recupero per droga?". Il concorrente ha risposto "no". Ed io ho detto: "pessima risposta". Il fratello di tale concorrente pare voglia menarmi. L’ironia volava sopra le teste del pubblico come un Concorde...uno di quelli che si sono schiantati. Ma la cosa più preoccupante è successa con le domande normali. Ad un ragazzo che faceva pubbliche relazioni ho chiesto: "chi ha inventato le pubbliche relazioni?". Fischi. Ho abbassato il livello. "Chi è il tuo fotografo di moda preferito?". Troppo difficile: "buuu!" Allora: "Chi è il Presidente della Repubblica?". Risposta: "non lo so". A quel punto abbiamo dato le nostre schede e poco dopo ce ne siamo andati. Ma abbiamo portato a termine anche il nostro compito ufficiale: ha vinto il più carino, simpatico e colto. Tale Diego Gerolimi, 23enne di Bologna. Dago direbbe : "tu che sei frocio, non ti confondere con i gay". Ed è vero. Oramai i gay sono vittime di un micro-marketing che sceglie il finocchio più scemo, ed adatta tutto in base a lui. La comunità gay italiana è ahimè lontanissima dai tempi in cui Mario Mieli incitava alla rivoluzione con un megafono, vestito con le perle della nonna e sconvolto dall’ LSD. Generalizzando sono lontani i tempi della comunità gay di Fassbinder, nonchè ancora più lontani quelli della sub-cultura omosessuale che frequentava Tennessee Williams. I gay sono diventati più... "ordinari". La comunità gay è in una fase post-Ricky Martin. Più capace di integrare nuovi adepti, e fare soldi...perchè ha abbassato i suoi standard. Uno può solo sperare in nuove leve che se ne fottono dei "Dico", ma prendono come vangelo il cinema di Warhol. Sennò altro che una comunità "influente" e "direzionale" nell’economia. Nell’ambito delle messe in piega magari manterranno terreno...ma per quanto riguarda il resto...c’è da preoccuparsi.