Sabina Donadio, "Chi, n. 25, 27 giugno pagina 12; Giovanna Cavalli, "Corriere della Sera, 20/07/07 pagina 9., 20 luglio 2007
Anna Falchi, 35 anni, «esaurita come donna e come persona», «senza più speranze», sta «così male» che intende mollare Stefano Ricucci, sposato il 9 luglio del 2005 nell’ex Villa Feltrinelli, 28 invitati, concerto di Gigi D’Alessio, fuochi d’artificio sulle onde, lei roselline nei capelli, fede d’oro bianco di Cartier al dito e svolazzi botticelliani, lui in blu scuro, accaldato, niente lista di nozze ma opere di bene e comunione dei beni («Perché io sono la sua Cenerentola e mi prendo metà del regno»)
Anna Falchi, 35 anni, «esaurita come donna e come persona», «senza più speranze», sta «così male» che intende mollare Stefano Ricucci, sposato il 9 luglio del 2005 nell’ex Villa Feltrinelli, 28 invitati, concerto di Gigi D’Alessio, fuochi d’artificio sulle onde, lei roselline nei capelli, fede d’oro bianco di Cartier al dito e svolazzi botticelliani, lui in blu scuro, accaldato, niente lista di nozze ma opere di bene e comunione dei beni («Perché io sono la sua Cenerentola e mi prendo metà del regno»). Ora i due condividono «lo stesso tetto ma non la vita, in comune noi due abbiamo soltanto grane», lei voleva «qualcuno che si occupasse di me e lui non l’ha mai fatto», sognava «una casa nostra» e non ha avuto «nemmeno quella», infatti scoprì che la dimora a Porta Pinciana con affaccio su via Veneto non era di Stefano ma della società Magiste, «che sta per Matteo, il padre, Gina, la madre, e Stefano», solo quando Ricucci fu arrestato il 18 aprile del 2006. Oltretutto, i suoceri non l’hanno mai amata: «Volevano buttarmi fuori di casa, ho dovuto implorare per restare là, è stato umiliante. Sono stata insultata pesantemente dai suoi genitori, mi hanno detto che se lui era finito in questo guaio era solo colpa mia e Stefano non ha fatto nulla per proteggermi. Da un anno non ho più rapporti con loro, pensi che hanno trascorso il Natale con la sua ex moglie». Cioè con Linda Imperatori, la donna con cui vive Edoardo, l’unico figlio di Ricucci, e soprattutto la donna mai dimenticata da mamma Gina che la chiama in pubblico, con nostalgia, «la mia unica vera nuora». Insomma, la Falchi voleva «una famiglia» e s’è ritrovata «coi nemici in casa», credeva che «Stefano vendesse solo appartamenti» ed è finita in un mare di guai, e se ora non si separa è «solo perché non sono in grado economicamente». Oggi si giudica «una persona che ha finito le lacrime, più forte, molto cinica, molto disincantata», e appare ben diversa da quella che accolse il consorte, dopo 87 giorni di carcere e smagrito di 12 chili, a braccia aperte: «Ora siamo di nuovo insieme, siamo pronti a ricominciare, il futuro è una risalita». E che, quando si rividero la prima volta dietro le sbarre, raccontò traboccante di sentimento: «Siamo scoppiati a piangere insieme e ho capito che non solo la crisi era superata, ma mi stavo sposando per la prima volta. In quel momento ho capito che toccava a me proteggere Stefano, dargli forza, aiutarlo». Ora, dopo i nuovi guai dell’immobiliarista di Zagarolo che ha tentato il tris di scalate (Rcs, Unipol e Antonveneta) la mogliettina sembra pronta al peggio: «Non difendo Stefano, non mi interessa, lui ha una vera ossessione per i soldi, la sola cosa che conta per lui. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso». Anche perché, questa seconda tranche di intercettazioni e guai giudiziari è «un disastro», soprattutto per lei: «Un danno enorme per una che sta disperatamente tentando di rilzarsi, di puntare sul proprio mestiere: la gente mi vede come la peste, ha paura ad avvicinarsi a me». Di amici in effetti ne restano pochi, e quelli importanti sono ricordi: «Quei nomi della finanza e della politica che compaiono nei verbali sono persone legate a mio marito, non a me. Caltagirone? Avevamo le barche vicine, siamo passati per un saluto di cinque minuti, niente più. Ho conosciuto Fiorani al teatro Manzoni, quando ero a Milano per il mio spettacolo. Stefano aveva invitato un po’ di gente con cui lavorava». Restano solo mamma Karina, il fratello manager Sauro, e la nipotina Nina, «la gioia della mia vita, che in questi giorni mi abbraccia forte forte perché i bambini sono come spugne, assorbono tutto anche se non dicono nulla». Ora lei è una fase «creativa e procreativa»: «Stefano un figlio ce l’ha. Io invece lo voglio eccome eccome e questo non posso rinunciare. Vede, vogliamo cose diverse. Ancora uan volta».