Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Il terrorismo islamico è nuovamente all’attacco. Dopo i tre attentati sventati in Inghilterra e in Scozia, ieri nello Yemen un kamikaze a bordo di un’auto-bomba s’è scagliato contro il cancello del tempio di Mahram Bilqis, affollato di visitatori occidentali: sette turisti spagnoli e due guide yemenite sono rimasti uccisi, almeno altre sei persone risultano ferite. Siamo nella provincia di Marib, a 172 chilometri dalla capitale Sana’a.
• Come si fa a dire che sono tutti terroristi islamici? Non è diventato un luogo comune?
Nello Yemen, per quello che si sa fino a questo momento, l’attentato conclude una sequela di minacce, firmate da gruppi vicini ad al Qaeda, in cui si chiedeva la liberazione di terroristi prigionieri. I servizi yemeniti sostengono che c’entra direttamente Bin Laden, che secondo la Cia è vivo e sta nel Waziristan, regione del Pakistan totalmente controllata dai talebani. A Londra e a Glasgow non ci sono rivendicazioni, almeno per il momento, ma le sette persone arrestate fino ad ora porterebbero ad al Qaeda. C’è oltre tutto la questione delle coincidenze, a cui il terrorismo islamico è sensibilissimo. Sabato prossimo sarà l’anniversario degli attentati nella metropolitana di Londra, 7 luglio 2005, 52 morti, settecento feriti. I terroristi sono stati sicuramente messi in tentazione anche dal cambio della guardia a Downing Street, Tony Blair che se ne va e Gordon Brown che arriva. C’è poi la conferenza sull’Afghanistan a Roma, che comincia oggi e alla quale partecipa il presidente Karzai. Inoltre è in corso il torneo di Wimbledon, ieri c’è stato il concerto per Diana, sabato parte da Londra il Tour de France e si prevedono un milione di persone schierate lungo le strade della città, Hyde Park, Park Lane, Piccadilly, Whitehall. vale a dire non lontano dal posto dove sono state trovate le due mercedes cariche di esplosivo.
• Non sarebbe meglio rinunciare a queste manifestazioni di massa in un momento simile?
Il nuovo premier inglese, Gordon Brown, laburista come Tony Blair, ha spiegato che per non cedere al terrorismo bisogna coninuare a vivere come prima. Il concerto per Diana, domenica sera, è andato benissimo. L’allarme resta al livello più alto – il quinto, definito critico –, le misure di sicurezza sono imponenti, all’aereoporto ormai è vietato perfino parcheggiare ed è meglio arrivarci con l’autobus se non si vuol essere perquisiti. Però se era stata fissata a Londra la partenza del Tour, ebbene allora il Tour deve partire da Londra. Punto e basta.
• Il fatto che al Qaeda sia capace di organizzare un attentato sanguinoso nello Yemen e nello stesso tempo di attaccare a Londra e a Glasgow, significa che l’organizzazione si è rafforzata? Perché l’ultima volta che ne abbiamo parlato lei mi ha detto che è probabilmente in difficoltà.
Intanto da molto tempo non c’è più una centrale operativa che coordina gli attentati. Ci sono centinaia di cellule, sparse tra le comunità islamiche che vivono nei paesi occidentali, e che si organizzano autonomamente, in base anche alla forza finanziaria di ciascuno. Le mercedes di Londra erano state riempite di bombole e chiodi, un sistema, alla fine, rudimentale di far male. A Glasgow, per quanto si è capito, gli attenatori-suicidi avevano pensato di provocare una quantità di morti e feriti all’aeroporto e avevano previsto che decine di ambulanze avrebbero portato i feriti al Royal Alexandra Hospital di Paisley. Avevano perciò piazzato almeno un’altra macchina piene d’esplosivo anche qui, per fare un’altra strage. Però si sono fatti scoprire prima, segno alla fine che l’organizzazione, in Occidente, non ingrana più come un tempo.
• Perché?
Forse è difficile far arrivare una quantità sufficiente di denaro. Al Qaeda si sta un po’ riprendendo finanziariamente adesso grazie all’alleanza con i talebani che trafficano con l’oppio e incassano molti soldi. Ci sono probabilmente anche difficoltà nell’addestramento, cioè nella formazione di quadri con grandi capacità organizzative come erano, ad esempio, Atta e gli altri dell’11 settembre. Se i manager migliori si immolano, il movimento chiaramente ne risente.
• Mi sta dicendo che esistono scuole dove si allevano manager in terrorismo?
I campi di addestramento, niente di più. Ce ne sono persino qui vicino a noi, fra Kosovo e Sangiaccato, dove viene allevata la cosiddetta falange bionda, attentatori occidentali convertiti alla causa del fondamentalismo islamico. Non bisogna meravigliarsi, l’Occidente capitalista è sempre stato capace di suscitare grandi odi. Tra gli arrestati in Inghilterra ci sono due medici. I seguaci di Bin Laden, cioè, si trovano anche tra le persone colte, nella classe alta della società. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 2/7/2007]
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