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 2007  luglio 03 Martedì calendario

CLMENT Gilles Argenton sur Creuse (Francia) 1943. «[…] il Re dei Giardini di Francia [...] l’uomo che con Jean Nouvel ha inventato lo stupefacente verde del Musée du Quai Branly a Parigi [

CLMENT Gilles Argenton sur Creuse (Francia) 1943. «[…] il Re dei Giardini di Francia [...] l’uomo che con Jean Nouvel ha inventato lo stupefacente verde del Musée du Quai Branly a Parigi [...] Giardini unici come il Parc André Citroen o i giardini de La Défense a Parigi, il ”Matisse” a Lille, il ”Valloires” ad Argoules, il ”Domaine” a Rayol. Giardini che si ispirano all’idea di quel ”Terzo Paesaggio” (legata senza ombra di dubbio al Terzo Stato di Seyès e ben riassunta in quel suo Manifesto pubblicato in Italia da Quodlibet) che dovrebbe nascere – sempre secondo Clément – ”dall’impegno politico concreto di ciascuno di noi verso tutti quei territori agricoli o industriali abbandonati dall’uomo che potrebbero invece costituire l’ambiente nel quale collocare le diversità biologiche e le future riserve della Terra”. [...] ”Non mi definirei un uomo di sinistra. Sono passato dalla destra alla sinistra esclusivamente perché i sistemi politici ed economici nati dalle ideologie di destra non sono in alcun modo compatibili con il rispetto della vita, sia che si tratti di uomini, di piante o di animali. [...] Il mio Terzo Paesaggio non si ispira alla classicità, piuttosto all’idea di una natura ”lasciata libera’. Per me ”è meglio fare di meno, che fare di più’. Meglio, insomma, non forzare in alcun modo la natura, ma sfruttare le forme di energia che si possono trovare in loco, non usando pesticidi o prodotti tossici, mantenendo il più possibile la diversità del terreno”. [...] Anche il rivoluzionario Clément ha comunque i suoi modelli. Come quel giardino ”tra terra e mare” in Cile vicino a La Serena (’sublime”), come gli italiani Bomarzo o Villa d’Este: ”Tutti i grandi giardini storici sono rivoluzionari nel senso che hanno letteralmente cambiato il modo di progettare gli spazi verdi”. [...] Ma il vero modello di ”giardino planetario”, di ”giardino politico” insomma, per Clément rimane ancora il suo Parc Matisse (1995-2001), proprio nel centro di Lille, con i suoi 3500 metri quadrati dedicati alla biodiversità e ”naturalmente” aperti al pubblico. Eppure l’uomo che disse no a Sarkozy, il presunto gauchista, non sembra essere tanto ottimista neppure quando guarda a sinistra: ”I cittadini, sia che votino a destra che a sinistra, ancora oggi dimostrano di non sapere proprio nulla di ambiente. E, purtroppo, di non aver nemmeno voglia di imparare”» (Stefano Bucci, ”Corriere della Sera” 3/7/2007).