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 2007  luglio 04 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

La trattativa sulle pensioni è attraversata dai giudizi severi del Fondo Monetario Internazionale e della Ue. Le due istituzioni si riferiscono in particolare al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, il testo approvato dal consiglio dei ministri giovedì scorso che traccia le linee guida della politica economica dei prossimi mesi e definisce la cornice entro cui dovrà essere iscritta la prossima finanziaria. In pratica, a Fmi e Ue non è piaciuto che nelle previsioni sia stato leggermente peggorato, almeno in una prima fase, rapporto tra debito e pil e che si sia destinato il tesoretto, invece che a una prima demolizione del nostro enorme debito, all’aumento delle pensioni minime. Fmi e Ue non lo dicono esplicitamente, ma i loro avvertimenti sono di fatto un fuoco di sbarramento proprio sulla trattativa relativa alle pensioni: secondo gli osservatori internazionali, se le richieste di sindacati e sinistra della coalizione dovessero essere accettate, i conti pubblici italiani andrebbero fuori controllo.

• Oggi argomento difficile, vedo. Da un sacco di giorni sento la parola scalone, e aspettavo il momento di chiedergliene conto.
E’ molto semplice. La legge prevede che si possa andare in pensione già a 57 anni se si sono versati 35 anni di contributi. Beh, dal prossimo 1° gennaio per andare in pensione bisognerà avere 60 anni. Tre anni di salto in un solo colpo. Quindi, scalone.

• Mi sta dicendo che questa legge è già in vigore?
Esattamente. La varò nel 2004 il governo Berlusconi. Il progetto era del ministro del Lavoro Maroni e si accompagnava a una serie di incentivi per quelli che, avendo i requisiti per ritirarsi, avessero deciso di restare al lavoro. A quanto pare gli incentivi, che allora parvero notevolissimi, hanno invece funzionato poco. La gente non si fida e quando arriva il momento prende la palla al balzo e si ritira. A 57 anni, e con una bella competenza accumulata, i soldi per integrare la pensione lavorando, magari in nero, si trovano. Perciò, gli incentivi sono finiti e lo scalone è rimasto.

• Che bisogno c’era di mettere questo scalone?
I conti pubblici non reggono, i denari non ci sono. Lo scalone della legge Maroni è concepito così: 35 anni di contributi e minimo 60 anni a partire dal 1° gennaio 2008, minimo 61 anni a partire dal 1° gennaio 2010, minimo 62 anni dal 1° gennaio 2014. Con questo sistema l’anno prossimo si risparmierebbero 400 milioni, che possono sembrare poca cosa, ma non lo sono perché il risparmio risulta sempre più consistente man mano che passano gli anni: 7 miliardi nel 2012, 9 nel 2014, 200 nel 2035.

• Perché i sindacati non si sono opposti quando Maroni ha varato questa legge dello scalone?
Si sono opposti, infatti, perché Maroni voleva mettere lo scalone subito. Hanno ottenuto gli incentivi e il rinvio dello scalone al 2008. Adesso che il 2008 è arrivato, ricominciano. Oltre tutto, la sinistra radicale impose l’abolizione dello scalone anche nel programma di governo. E dice che adesso lo scalone va eliminato.

• Ma se non ci sono i soldi, eliminare lo scalone non vorrà dire aumentare le tasse?
Infatti, il governo è diviso e, a dir la verità, è diviso anche lo schieramento che non vuole lo scalone. Nel governo vogliono assolutamente portare a casa una abolizione o una revisione dello scalone i partiti della sinistra radicale, cioè Rifondazione, Verdi, Partito dei Comunisti Italiani e Sinistra Indipendente. I quattro ministri di questi partiti hanno scritto alla fine della scorsa settimana una lettera aut-aut a Prodi. Tommaso Padoa-Schioppa, cioè il ministro dell’Economia, non vuole invece che la legge Maroni sia toccata. E D’Alema gli ha dato ragione: pochi giorni fa ha detto che i soldi per abolire lo scalone non ci sono e che anche se ci fossero non andrebbero adoperati in questo modo. I sindacati Cisl e Uil e parte della Cgil sono poi favorevoli a una via di mezz non l’abolizione secca dello scalone, ma l’introduzione di uno scalino, anzi di una serie di scalini che mandi in pensione i lavoratori a 62 anni nel 2012, ma un po’ per volta. Così, il prossimo 1° gennaio basterebbe avere 58 anni, poi si potrebbe aspettare fino al 2010 per vedere se è il caso alzare di nuovo l’eta pensionabile. Eccetera. Il ministro del Lavoro, Damiano, ha proposto di procedere così e mezzo sindacato sarebbe d’accordo. Ma la sinistra della Cgil e quelli di Rifondazione non ne vogliono sentir parlare e dicon abolizione dello scalone o sciopero generale. A questo punto sono arrivati gli avvertimenti di Ue e Fondo Monetario. La partita riprende da oggi. Staremo a vedere. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 3/7/2007] (leggi)

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