Alessandra Arachi, Corriere della Sera 4/7/2007, 4 luglio 2007
ROMA – Poche righe,ma decise. A cominciare dal titolo: questione di stile. E giù le critiche al manifesto
ROMA – Poche righe,ma decise. A cominciare dal titolo: questione di stile. E giù le critiche al manifesto. Meglio: ad un articolo del manifesto contro la giunta Veltroni colpevole di fare marciapiedi troppo piccoli che, tra l’altro, hanno causato l’incidente alla moglie di Napolitano. Non si critica il sindaco così, ha scritto ieri il lettore, che si firma Pier Scolari. E non è un lettore qualsiasi. «Certo che il suo tono non l’ho mica capito: poteva anche farmi una telefonata», commenta Marco D’Eramo che è l’autore dell’articolo contestato e della risposta pubblicata ieri, nonché amico di Pier Scolari, compagno di Giuliana Sgrena, giornalista del manifesto, famosa per essere stata rapita e ferita in Iraq nell’incidente dove perse la vita Nicola Calipari. Come dire? Tutto in famiglia. «Ma che c’entra la famiglia! I panni sporchi devono essere lavati in pubblico non tenuti per sè», rilancia Pier Scolari. Che rivendica la libertà della sua critica. Marco D’Eramo, in realtà, ha rilevato che la storia dei marciapiedi era davvero una piccola parte del suo pezzo dove si criticava l’operato di quindici anni di giunte di centrosinistra e Veltroni non veniva mai nemmeno menzionato. «Bisognerà dirlo, prima o poi, che su certe cose le giunte di centrosinistra non hanno fatto meglio di quelle di centrodestra», dice Marco D’Eramo. E spiega: «Dico certe cose e mi riferisco ai trasporti, alla nettezza urbana, agli asili nido, agli uffici pubblici». «Ma che c’entra: non ha senso partire da un episodio come quello dell’incidente a Clio Napolitano. Si fa ideologia in questa maniera e non certo critica», ribatte ancora Pier Scolari e a lui si associa Carlo Bernardini, illustre fisico, marito della donna che ha investito Clio Napolitano sulle strisce pedonali all’uscita del Quirinale. Dice Bernardini: «Non mi sembra proprio un esempio di buon giornalismo quello del manifesto che prende a pretesto un episodio che ha fatto clamore per criticare cosa poi? I marciapiedi stretti? Ma se lì dove è successo l’incidente i marciapiedi non c’erano proprio». E anche qui si parla in famiglia, visto che Bernardini conosce bene D’Eramo, fisico teorico. E però glissa su quel passaggio dell’articolo, lì dove D’Eramo scrive contro «il lassismo dei vigili urbani nei confronti degli automobilisti che non rispettano le strisce...».