Gian Antonio Stella, Corriere della Sera 4/7/2007, 4 luglio 2007
«Signori, non c’è un centesimo». E’ questo che ha risposto ieri Guido Lo Porto, assessore al Bilancio e Finanze della Regione Siciliana, a quanti premevano perché trovasse i soldi necessari a rinnovare il contratto a circa 300 operatori della Protezione civile isolana
«Signori, non c’è un centesimo». E’ questo che ha risposto ieri Guido Lo Porto, assessore al Bilancio e Finanze della Regione Siciliana, a quanti premevano perché trovasse i soldi necessari a rinnovare il contratto a circa 300 operatori della Protezione civile isolana. La quale, nata nove anni fa con un dirigente, qualche impiegato e una cinquantina di precari, è stata gonfiata al punto di avere oggi 53 dirigenti, 155 dipendenti e 511 precari per un totale di 700 persone. Quante la sede centrale guidata da Bertolaso (anzi, lì ci sono molti meno dirigenti) che si occupa di tutta l’Italia. Come andrà a finire non si sa. Ma è la seconda volta in poche settimane che l’uomo che tiene le chiavi della cassa manifesta preoccupazione. Quindici giorni fa, infatti, era saltato fuori che la Regione, dopo una norma sul riordino delle terme, aveva ancora a disposizione, per varare nuove leggi, 100 mila euro. Una miseria. Pari a un diciottesimo, tenetevi forte, della liquidazione incassata da Gianliborio Mazzola, l’ex segretario generale dell’Ars, che se n’è andato in pensione con un 1.770.000 (un milione e settecentosettantamila) euro. Una somma così spropositata da spingere lo stesso presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Micciché, a sbottare coi giornalisti: «Mentre firmavo mi tremava la mano. Mi sono sentito un deficiente». La coincidenza tra le difficoltà finanziarie della Regione e le polemiche sulla buonuscita dell’ex segretario generale (il quale ha voluto precisare che no, non li ha avuti tutti adesso quei soldi ma un po’ li aveva ottenuti prima, come anticipo: sic) è del tutto casuale? Difficile da sostenere. In ogni caso lascia senza fiato la continua e ricorrente scoperta di come, al di là delle chiacchiere sul risanamento, esistano in Sicilia persone che dalle mammelle regionali succhiano stipendi enormi. E del tutto sproporzionati in una terra piagata dalla disoccupazione. Marcata da un export inferiore a quello dell’Abruzzo e sette volte più basso di quello veneto. Umiliata da un reddito pro capite che in provincia di Caltanissetta arriva a essere quattro volte più basso che in Lombardia. Basti pensare a Domenico Oliveri, il radiologo della clinica Villa Santa Teresa di Bagheria, benedetta dal 2001 al 2003 da oltre 100 milioni di euro di rimborsi regionali. Al magistrato che lo interrogava per mandarlo a processo (lo stesso trattamento per lo stesso tipo di tumore alla prostata, secondo il pm Maurizio De Lucia, costava 9 mila euro a Milano e 120 mila lì) l’uomo ha spiegato che grazie alla percentuale del 7% sulle prestazioni era arrivato a guadagnare, prima dello scandalo, «80 mila euro mensili»: quasi 4 mila euro a giorno lavorativo. E che dire dello stipendio del nuovo segretario generale dell’Ars subentrato a Mazzola, Giovanni Tomasello? La sua busta paga di 410 mila euro svetta incredibile su un panorama non meno stupefacente. Dove i 2.200 dirigenti regionali (uno ogni sei dipendenti) hanno assorbito nel 2005, stando a un’inchiesta di Alberto Bonanno sulle pagine locali di Repubblica, la bellezza di 162 milioni di euro, cioè nove volte di più della spesa per i propri dirigenti della Lombardia di Formigoni. Per non parlare dei 548 mila euro l’anno dati al capo-dipartimento Programmazione Gabriella Palocci. Dei 480 mila annuali sborsati fino a poco tempo fa per i servigi del capo dipartimento del Fondo Sanitario, Patrizia Bitetti. Dei 567 mila (1.553 al giorno, Natale e Pasqua compresi) elargiti a Felice Crosta, dell’ Agenzia per l’acqua e i rifiuti. Stipendi che sarebbero sontuosi a New York e sono lunari a Palermo. E torniamo al tema: se è così ricca da distribuire stipendi come questi, perché la Sicilia torna ripetutamente a battere cassa? Molti dirigenti hanno retribuzioni che sarebbero sontuose a New York e sono lunari a Palermo