Roberto Gervaso, Il Messaggero 4/7/2007, pagina 17., 4 luglio 2007
Adolf Hitler amò la nipote Geli Raubal, figlia della sorellastra Angela che era rimasta vedova e si era trasferita a Monaco come sua governante
Adolf Hitler amò la nipote Geli Raubal, figlia della sorellastra Angela che era rimasta vedova e si era trasferita a Monaco come sua governante. Geli aveva vent’anni, era bionda e sportiva, allegra, amava la musica e il ballo. Hitler ne era geloso e quando doveva uscire di casa la chiudeva nella sua stanza. Se qualcuno osava guardarla le faceva terribili scenate e le dava della prostituta. Un amico del dittatore, che aveva conosciuto Geli, descriveva così il rapporto tra i due amanti: «Hitler faceva svestire Geli, poi si stendeva sul pavimento. Lei doveva accucciarsi sulla sua testa in modo che lui potesse osservarla da vicino, e questo lo eccitava moltissimo». Alla fine la giovane si ribellò allo zio, che aumentò le sevizie: Geli si suicidò.