Marco Tosatti, La Stampa 4/7/2007, 4 luglio 2007
Obolo di San Pietro. Colletta raccolta ogni anno, in tutte le chiese cattoliche del mondo, il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, a cui si aggiungono le offerte di Istituti di vita consacrata, Fondazioni cattoliche e fedeli
Obolo di San Pietro. Colletta raccolta ogni anno, in tutte le chiese cattoliche del mondo, il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, a cui si aggiungono le offerte di Istituti di vita consacrata, Fondazioni cattoliche e fedeli. Confluisce nella Segreteria di Stato, sotto la voce "Obolo di San Pietro - Per la carità del Papa", a disposizione esclusiva del Pontefice (solo eccezionalmente in passato l’Obolo è servito a pareggiare qualche bilancio della Santa Sede). Nel 2006 ha raggiunto i 101 milioni e 900 mila dollari, il doppio dei dodici mesi precedenti. L’Obolo non è l’unica voce positiva delle finanze vaticane. La Santa Sede, che non ha tasse né entrate, per pagare i sui 2704 dipendenti e le spese di funzionamento, gestisce un fondo ricevuto in dote dallo Stato italiano nel 1929, investendolo sul mercato finanziario mondiale. Nel 2004 le fluttuazioni dei cambi erano costate all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, che gestisce il fondo, undici milioni di euro di perdite; un anno più tardi la fluttuazione positiva aveva portato un netto di 21,7 milioni di euro, per un avanzo del bilancio, negli ultimi otto anni, di 9,7 milioni di euro. Il 2006 ha confermato il trend positivo, con una differenza positiva di due milioni e 405 mila euro fra entrate (227.815.031) e uscite (225.409.716). Nelle uscite figurano le spese per gli stipendi dei dipendenti, laici e religiosi; il costo dei "ministeri", e il mantenimento delle "Nunziature", le 200 ambasciate nel mondo; e le spese per gli organi di informazione, Radio vaticana, Osservatore Romano e Centro televisivo vaticano. Un capitolo a parte è costituito dallo Stato della Città del Vaticano, che gestisce le uniche attività redditizie: Musei (4,2 milioni di turisti) e Filatelia. Il 2006 si è chiuso con un risultato positivo di 21 milioni e 849 mila euro (l’anno prima 29 milioni e 600 mila euro).