(Paolo Baroni, La Stampa 4/7/2007), 4 luglio 2007
In discussione agli uffici di presidenza di Camera e Senato la riforma del sistema pensionistico dei parlamentari (se approvate le norme entreranno in vigore la prossima legislatura)
In discussione agli uffici di presidenza di Camera e Senato la riforma del sistema pensionistico dei parlamentari (se approvate le norme entreranno in vigore la prossima legislatura). Tra le modifiche l’innalzamento dell’età pensionabile: dall’età minima di 50 a 60 anni, ma solo in caso di 10 anni effettivi di mandato, diventando insufficiente il requisito attuale di avere espletato il mandato in due legislature per almeno 2 anni e 6 mesi. Diversamente il limite di età sarà 65 anni. Il vitalizio ammonterà a 4-5 mila euro netti, al massimo. Ammontare del bilancio speso in pensioni dei parlamentari nel 2006: 127 milioni di euro alla Camera, 60 al Senato. Gabriele Albonetti, Ulivo, uno dei tre questori della Camera che sta lavorando al progetto: "Assieme ai colleghi del Senato abbiamo deciso che verrà eliminato l’istituto del riscatto, per cui non si potrà più andare in pensione con 2 anni e sei mesi ma ne serviranno 5 effettivi. E così a seguire: serviranno 10 anni pieni per calcolarne due legislature, 15 per averne tre, ecc. E poi abbasseremo il limite massimo dall’attuale 80% dell’indennità al 50-60%". Il vitalizio diventerà una rete di protezione di ultima istanza, corrisposto quando uno smette veramente di fare attività politica. Il cumulo tra assegno e altre indennità o stipendi sarà esteso a chi entrerà in Csm, Corte costituzionale, Authority, Consiglio di amministrazione Rai, Governo, e a chi diventerà sindaco di una grande città o presidente di Provincia in una città capoluogo di Regione (attualmente il vitalizio è sospeso solo a consiglieri regionali e parlamentari europei). Il piano di contenimento dei costi prevede altre misure, come taglio dei rimborsi per viaggi di studio (3000 euro all’anno), e gestione congiunta Camera-Senato di biblioteche, attività di riproduzione e stampa, centri studi, siti Internet e canali satellitari. Alla Camera è in discussione l’affidamento all’esterno del servizio ristorante (per un risparmio di 3,5 milioni l’anno), mentre per il prossimo triennio è già in programma la riorganizzazione di tutto il sistema informatico, per un risparmio di 7-8 milioni di euro. Il Senato ha ridotto a 5 maxi-gare una trentina di contratti di fornitura (pulizie, ristorante, manutenzioni, server informatici, affitto di pc e stampanti) con l’obiettivo di un risparmio del 30 per cento.