Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  luglio 03 Martedì calendario

 dei Ds il 90% del debito. Il Sole 24 Ore 3 luglio 2007. E tuttavia si muove. Dopo l’incremento registrato dal 2004 al 2005 (+6,6%), il debito dei partiti del centro-sinistra ha ripreso lentamente a scendere nei 12 mesi passati, portandosi al livello di tre anni fa: 190 milioni (compresi gli 1,1 milioni della Rosa nel pugno, assente nel 2005)

 dei Ds il 90% del debito. Il Sole 24 Ore 3 luglio 2007. E tuttavia si muove. Dopo l’incremento registrato dal 2004 al 2005 (+6,6%), il debito dei partiti del centro-sinistra ha ripreso lentamente a scendere nei 12 mesi passati, portandosi al livello di tre anni fa: 190 milioni (compresi gli 1,1 milioni della Rosa nel pugno, assente nel 2005). una cifra ancora considerevole, dovuta per quasi il 90% alla forza maggiore della coalizione, i Ds. Il partito di Piero Fassino ha sempre alle spalle la pesante eredità del Pci. Un fardello che emerge anche prendendo come indice il rapporto debito per elettore: 28,4 euro, ben lontano dai 9,5 dell’Udeur, seconda classificata. Che il 2006 sia stato un anno positivo per i conti del centro-sinistra emerge anche dall’attivo di bilancio: nessun movimento, a differenza degli anni passati, ha chiuso in rosso, tanto che l’attivo complessivo della coalizione ha sfondato il tetto dei 30 milioni. Al top per la «dote» accumulata ci sono proprio i Ds (+11,8 milioni) seguiti dall’Italia dei valori (+6,5 milioni) e i Verdi (+5,2 milioni rispetto al rosso di 62mila euro del 2005). Solo la Margherita e i Comunisti italiani hanno visto scendere il proprio surplus: rispettivamente a 277mila e 160mila euro. Tuttavia, per i Dl la cifra accumulata nel 2005 è stata di ben 6,6 milioni, mentre per il partito di Oliviero Diliberto il calo è stato tutto sommato contenuto (-15%). C’è debito e debito Non tutte le passività sono uguali. La politica di aggressione del debito da parte del tesoriere ds Ugo Sposetti ha avuto il suo effetto facendo scendere le pendenze del partito dai 224 milioni del 2003 ai poco meno di 170 del 2006. Tuttavia il 95% di esso resta ancora verso le banche, di cui oltre la metà a medio termine. Per quel che riguarda invece la Margherita, dal 2005 i debiti si sono dimezzati (da 11,7 a 5,8) e nessuno è verso banche o altri finanziatori. Inoltre non vanno mai oltre l’esercizio successivo. Anche se la prassi di indebitarsi con le banche non è solo dei partiti storici. C’è solo da un anno, ma la Rosa nel pugno già deve un milione di euro agli istituti di credito. Calano invece in maniera drastica le pendenze verso le banche da parte di Rifondazione comunista (da 1,9 milioni a 573mila), mentre salgono quelle di Udeur (da 3,1 a 4,1 milioni) e Verdi (2,9 a 4,6 milioni). Il segretario amministrativo nazionale del movimento di Clemente Mastella scrive perciò nella relazione al bilancio che «gran parte delle risorse derivanti dai rimborsi statali risultano essere già impegnate per la copertura dei debiti contratti per gli esercizi precedenti»: ragion per cui la «futura gestione mirerà soprattutto a consolidare e, ove possibile, migliorare i positivi risultati raggiunti in termini di economie di spesa, promuovendo una gestione più attenta ed efficiente alla spesa stessa». Futuro incerto Il futuro in alcuni casi già presenta il conto per spese avvenire. il caso di Ds e Margherita che dovranno affrontare le spese per la nascita del futuro Partito democratico. Nella relazione al bilancio il tesoriere dei Dl Luigi Lusi parla per il 2007 di «attività svolte unitariamente con i Ds», fra le quali «l’elezione dell’Assemblea costituente del Pd, impegno gravoso sia in termini organizzativi che economici». Anche se - specifica Lusi - si cercherà una sempre maggiore efficienza della struttura amministrativa per diminuire le risorse necessarie alla normale gestione». Più rosee sono le previsioni di Rifondazione comunista: il buon risultato elettorale ottenuto alle politiche consentirà al partito di Franco Giordano una base solida per organizzare la propria attività, almeno nell’immediato futuro. «In base alle previsioni che fino a questo momento si è in grado di fare - scrive il tesoriere Sergio Boccadutri - la gestione 2007», nonostante la prevista perdita di esercizio della società editrice dell’organo del partito, «Liberazione», posseduta al 100% dal Prc, «presenterà a nostro parere un avanzo di circa 1,9 milioni che pensiamo debbano essere ulteriormente utilizzati per il finanziamento di investimenti in strutture che che ci saranno richiesti dalle federazioni e dai comitati regionali e insieme per rafforzare la comunicazione politica». Non si sa ancora, invece, cosa ne sarà della Rosa nel pugno, quindi se ci saranno futuri bilanci da scrivere. Tanto che i tesorieri Maurizio Turco e Oreste Partorelli concludono la nota al rendiconto 2006 in questo modo: l’evoluzione futura è strettamente connessa all’impulso che i partiti costitutori (Sdi e Radicali italiani) riterranno di imprimere alla coalizione. Otto partiti in cerca di pareggio Primato «in rosso» Va alla Quercia il primato del debito annuale e cumulato messo a segno dai partiti della coalizione di Governo negli ultimi quattro anni. Nel 2006 il passivo del partito di Piero Fassino ha raggiunto i 169.478.956 euro; molto meno rispetto agli oltre 224 milioni di quattro anni prima ma pur sempre il debito più alto. Nello stesso anno il«rosso» più leggero è stato quello del Pdci di Oliviero Diliberto, con 159.467 euro Anche nella classifica che calcola il debito di partito in rapporto al numero degli elettori, i Ds risultano in testa. A fronte dei poco meno di 6 milioni di voti ottenuti al Senato nelle politiche 2006, il partito aveva cumulato un debito di 28,4 euro per elettore. Distaccati tutti gli altri partiti della coalizione: a parte l’Udeur (con 6,9 euro di debito per voto), l’oscillazione non supera i tre euro. I Ds sono primi anche per l’attivo contabile, nel 2006 pari a 11 milioni e 550mila euro Andrea Marini - Giovanni Parente