Marco Ansaldo, "La Stampa" 3/7/2007;, 3 luglio 2007
«Il ciclismo non ha bisogno del doping: cosa importa che si corra ai 50 o ai 30 all’ora? La difficoltà della prova non cambia, questo è uno sport di valori relativi, mica di record
«Il ciclismo non ha bisogno del doping: cosa importa che si corra ai 50 o ai 30 all’ora? La difficoltà della prova non cambia, questo è uno sport di valori relativi, mica di record. Il mito del Tour si è nutrito di grandi exploit e di terribili crolli, non di prestazioni robotizzate da cui né il pubblico nè i media hanno qualcosa da guadagnare. Dunque è falso che ci si dopi per reggere un sport sempre più inumano e faticoso, così come nell’atletica leggera vedo più casi di doping in chi corre per 100 metri che in una maratona». (Christian Prudhomme, patron del Tour)