Antonio Caprarica, Comཿè dolce Parigi o no!?, Sperling & Kupfer Rai Eri, 2007, pp. 199, euro 18,00., 3 luglio 2007
LIBRO IN GOCCE:
Antonio Caprarica, Com’è dolce Parigi… o no!?, Sperling & Kupfer Rai Eri, 2007, pp. 199, euro 18,00.
Regione. Nicolas Sarkozy, oltre a essere stato sindaco di Neuilly, ha amministrato anche il dipartimento più ricco di Francia, l’Hauts-de-Seine. Una regione di 175 chilometri quadrati con un bilancio di 1,7 miliardi di euro, per meno di un milione e mezzo di abitanti. Ospita 100.000 aziende che a Parigi nel solo quartiere della Defense occupano in uffici 2 milioni di metri quadrati e 150.000 impiegati.
Voti. I partiti francesi prendono un euro e sessantasei centesimi per ogni voto, anche se non arrivano a conquistare seggi in Parlamento. Per esempio il gruppo ”Eden, Repubblica e Democrazia” non ha preso voti sufficienti, ma incassa 150.000 mila euro.
Donne. Venti anni fa la metà delle francesi si dichiarava insoddisfatta della propria vita sessuale. E i tre quarti del restante 50 per cento confessavano di aver conosciuto anni di frustrazione prima di raggiungere l’appagamento.
Brigitte. Marguerite Duras a proposito di Brigitte Bardot: "Quando un uomo l’attira, va dritta da lui. Niente la ferma. Poco importa che lei si trovi in un caffè, a casa sua o da amici. Ella si getta subito su di lui, senza uno sguardo per l’uomo che lascia. Forse a sera tornerà a casa, forse no".
Dieci minuti. A detta del suo autista, l’ex presidente Chirac dedicava agli incontri amorosi clandestini non più di dieci minuti, doccia compresa.
Liti. Philippe Douste-Blazy, ministro degli Esteri nel governo de Villepin, la notte dell’ultimo dell’anno 2005 era nell’hotel Mamounia, il più esclusivo di Marrakech. A un certo punto prese a litigare con la compagna, la produttrice televisiva Dominique Cantien, proprio in mezzo al corridoio. Per evitare il lancio di oggetti della donna, si rifugiò nella camera di una delle guardie del corpo, da dove uscì solo alle 5 del mattino per lasciare definitivamente l’albergo. Secondo il settimanale Le Canard enchaîné, l’hotel subì danni per 30.000 euro.
Faure. "Quand’ero ministro, qualche donna mi ha resistito: una volta presidente del Consiglio, più nessuna" (Edgar Faure, più volte ministro e premier).
Conquiste. La volta che qualcuno disse a Edgar Faure che la sua ultima conquista, una scrittrice parigina, era troppo alta per lui. Risposta di Faure: "Mio caro, non l’ho mai vista che in ginocchio". Un’altra volta, poco dopo la morte della moglie, si fece vedere in giro con una giovane donna, meno bella delle amanti che sceglieva di solito. Quando glielo fecero notare, lui rispose: "Il fatto è che sono in lutto…".
Istruzione. Secondo i sondaggi, la Francia è agli ultimi posti tra i trenta paesi dell’Ocse quanto a capacità dei ragazzi di leggere, scrivere e far di conto. Per finanziare l’università in Francia si spende l’1,1 per cento del Pil (in Italia lo 0,9 per cento, negli Stati Uniti il 2,6).
Dipendenti pubblici. Nella funzione pubblica francese lavorano 5.200.000 persone e oltre 3 milioni e mezzo ne godono la pensione: in pratica non c’è famiglia che non ne faccia parte in qualche modo.
Banca di Francia. Alla Banca di Francia lavorano circa 14.000 impiegati. Un terzo dei dipendenti dispone di alloggi gratuiti. Poi c’è un comitato d’impresa che ogni anno distribuisce un premio di oltre 2.000 euro netti per salariato (costo totale: 80 milioni di euro). I dipendenti della Banca hanno inoltre un ”regime speciale” per le pensioni.
Tasse. Chi supera i 750.000 euro di imponibile è obbligato a versare l’imposta di solidarietà sulla fortuna. A pagarla sono 450.000 francesi. Quasi tutti quelli che guadagnano di più però possono permettersi di lasciare il Paese, e lo fanno. Alcuni esempi, oltre al noto caso del cantante Johnny Hallyday: la tennista Amélie Mauresmo, Alain Prost, Yannick Noah, Guy Forget, Alain Delon (è diventato cittadino svizzero). Tra gli industriali: Peugeot, Bich, Defforey, Chandon (quelli del Moët). Tra gli artisti: Daniel Auteuil, Emmanuelle Béart, Charles Aznavour, Christan Jacq. Tra i grandi nomi che pagano l’imposta di solidarietà ci sono tutti i calciatori, obbligati ad avere la residenza dove giocano.