Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Da Manchester al mare libico perché nel mondo di oggi c’è tanta violenza sui bambini?
Zuara è un porto della Libia. Ieri, il mare di Zuara era pieno di onde, cielo grigio, vento troppo forte. Ma i trafficanti di uomini avevano previsto che una certa flotta di quattro gommoni e sei barche di legno partisse in ogni caso. Su uno dei barconi stavano 500 migranti. Da bordo esitavano, ma s’è avvicinata la guardia costiera libica, ha preso a gridare, dalle barche uomini, donne e bambini con poche speranze fissavano spaventati. La guardia costiera ha sparato in aria, i barconi e i gommoni hanno preso ad avanzare sul mare nero. Che interesse aveva la guardia costiera a sparare per far partire la flotta, come hanno raccontato quelli di Medici senza Frontiere? All’apparenza nessun interesse. In ogni caso: le barche e i gommoni hanno preso il largo e dopo un po’ il barcone che trasportava i 500 migranti s’è rovesciato. Questi barconi si rovesciano quasi sempre per la stessa ragione: la massa dei migranti, felice per qualche cosa, si precipita tutta da un lato, l’imbarcazione si squilibra e si capovolge, i poveretti felici fino a un attimo prima finiscono in mare. Forse i migranti avevano visto le navi Fiorillo della Guardia costiera italiana e Phoenix del Moas, la ong maltese investita dalle ultime polemiche. Le navi occidentali rappresentano un punto d’arrivo, sarà per questo che anche stavolta si sono tutti precipitati da un lato facendo perdere alla barca il suo assetto. Le navi Fiorillo e Phoenix si sono messe subito a raccogliere gli uomini, le donne e i bambini caduti in acqua, quasi 200 esseri umani. Ne hanno salvati molti. Ma i corpi di 34 di loro sono rimasti a galleggiare sull’acqua, quasi sempre a pancia sotto. Morti. Tra di loro molti bambini.
• I bambini...
Aspetti. Le agenzie riferiscono anche questo: «Due guardacoste libici, in uniforme e armati, sono saliti su uno dei gommoni. Hanno preso i telefoni, i soldi e altri oggetti che le persone portavano con sé. Le persone a bordo si sono sentite minacciate e sono entrate nel panico. Molti passeggeri, che fortunatamente avevano già ricevuto i giubbotti di salvataggio prima che iniziassero gli spari si sono buttati in acqua spinti dalla paura». La testimonianza è di Annemarie Loof di Medici Senza Frontiere. A salvare quelli della flotta di disperati sono intervenute anche le motovedette CP 288, 303, 309 della Guardia Costiera, nave Libra della Marina italiana, le navi Echo (Gran Bretagna), Protector (Gran Bretagna) e Canarias (Spagna), oltre alla Moas anche la Vos Prudence di Msf, nonché un rimorchiatore e tre mercantili. I migranti sbarcati sulle nostre coste fino al 23 maggio sono 50.039. L’anno scorso, nello stesso periodo di tempo, ne arrivarono 34.236. Più 46,16%.
• Sono colpito dalla faccenda dei bambini. Bambini annegati ieri al largo della Libia, bambini fatti saltare per aria a Manchester...
I bambini annegati ieri al largo della Libia sono una decina, su 34. I 22 morti di Manchester sono quasi tutti bambini o adolescenti. Non abbiamo più nemmeno troppo chiara la delimitazione dell’infanzia, parola che significherebbe: «ancora incapace di parlare». Ho l’impressione che la nostra infanzia arrivi fino ai 18 anni. Infatti ai pediatri, nei guai perché facciamo pochi figli, è stato concesso di occuparsi anche di ragazzi e ragazze fisicamente adulti. Ma suppongo che lei si tormenti sui bambini e sulla nostra epoca, da un lato così sensibile da non permetterci di pubblicare le foto sui giornali per timore che ne possano uscire turbati e dall’altro, però, rassegnata alle violenze sui bambini, di ogni tipo e ogni dove.
• Noi non facciamo violenza ai bambini. Quelli sono i terroristi dell’Isis.
Beh, ci fu la piccola Fortuna Loffredo buttata nel vuoto dall’ultimo piano di un palazzo di Caivano dall’uomo che la violentava regolarmente. Poi c’è il piccolo Loris, ridotto cadavere dalla madre Veronica Panariello in provincia di Ragusa. Vogliamo parlare dei preti, dei pedofili e delle vacanze di ricchi viziosi in Thailandia? Ma questi, potrebbe dirmi lei, sono casi alla fin fine individuali. Forse nella loro atrocità estrema sì, ma non per quello che riguarda il male che troppi di noi fanno ai piccoli. L’Isis teorizza ormai il massacro dei bambino, perché fa più notizia, perché bambini che si divertono ai concerti sono comunque impuri, perché colpirli significa tagliare il futuro delle nostre generazioni. Boko Haram sequestra le bambine perché non vadano a scuola e se non si convertono le vende a 12 dollari sui mercati degli schiavi. Anche da noi: secondo l’ultimo Atlante dell’infanzia di Save the Children, in Italia quasi un minore su 3 è a rischio povertà, i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo, i ragazzi che si fermano alla licenza media sfiorano il 15%, un quindicenne su 4 non ha la competenza minima in matematica e uno su 5 nella lettura, uno su 10 non può partecipare alle gite scolastiche, uno su 3 non fa neanche una settimana di vacanza.
• Non si possono fare paragoni tra questi dati e le tragedie del Mar Libico o di Manchester.
Pure, lo scorso novembre, quando si celebrava la Giornata mondiale dei diritti dei bambini, l’Unicef fece un elenco tremendo di piccoli affamati, uccisi dalle guerre, maltrattati o assassinati.
• Un tempo era diverso?
Chi sa. Gli antichissimi sgozzavano i bambini e fertilizzavano col loro sangue i campi, nella speranza di tener lontane le carestie. Dickens ha descritto la sorte dei bambini di metà Ottocento, seviziati negli orfanatrofi o mandati a rubare per le strade. Il bambino è debole e alla mercé di tutti noi. Il fondo dell’uomo è cattivo.
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