ItaliaOggi, 25 maggio 2017
Giappone, i gangster della yakuza ridotti a rubare cibo al supermercato
È un Paese sempre più sicuro il Giappone e gli affiliati alla mafia locale sono costretti, per tirare avanti nella loro attività criminale, a diventare quasi ladri di polli. Far parte della yakuza, la criminalità organizzata nipponica, diventa via via più difficile: lo testimonia un caso dei giorni scorsi, quando due membri di una banda sono stati arrestati per aver cercato di rubare generi alimentari in un supermercato di Nagoya.
La polizia giapponese ha spiegato che la coppia di malviventi fa parte del gruppo Kobe Yamaguchi-gumi, un’organizzazione che un paio d’anni fa si è separata dal principale gruppo malavitoso giapponese del Yamaguchi-gumi.
I gangster, uno di 52 e uno di 59 anni, hanno tentato di rubare frutta, riso e pesce, ma sono stati pizzicati dalle forze dell’ordine. Il quotidiano Asahi ha riportato le dichiarazioni di un poliziotto, secondo cui il gruppo mafioso è così povero che gli affiliati sono costretti a rubare cibo.
La yakuza dopo la seconda guerra mondiale era diventata fortissima, arrivando a coinvolgere oltre centomila persone in Giappone, tra la gestione del gioco d’azzardo, del mercato della droga, e poi ancora prostituzione, estorsione e il pizzo. Le politiche per la sicurezza, tuttavia, hanno fatto effetto e da 13 anni a questa parte i tassi di criminalità nel Paese del Sol Levante sono in calo. Secondo le statistiche che riporta l’Economist, in Giappone si registrano in media 0,3 omicidi per 100 mila abitanti contro un tasso di 4 negli Stati Uniti d’America. E anche i boss della yakuza, osserva il giornale economico inglese, sono stati indeboliti dall’applicazione di leggi più severe e anche dall’avanzare dell’età dei capi della mala giapponese.
Le strade dell’impero sono ben presidiate: 259 mila uomini in uniforme, 15 mila in più negli ultimi dieci anni, con Tokyo sede della polizia metropolitana più grande al mondo. Anche il furto di una bicicletta viene preso sul serio, così come il consumo per uso personale di droghe leggere. Il rovescio della medaglia di così tanta sicurezza e poco crimine, come fa notare Kanako Takayama, docente all’università di Kyoto, è che le forze dell’ordine entrano sempre più nella vita privata dei giapponesi, cercando crimini anche dove non ci sono. Ma, mette in luce l’Economist, la polizia è inefficiente visto che risolve meno del 30% dei casi.