la Repubblica, 25 maggio 2017
Vinicius e il Real Madrid, perché un sedicenne fa spendere 45 milioni
ROMA Quarantacinque milioni per un teenager che non potrà utilizzare per i prossimi 18 mesi. L’ultima “follia” Real Madrid si chiama Vinicius Junior, anni 16 e l’etichetta di “nuovo Neymar” appiccicata addosso da quando ne aveva 14. Nonostante il curriculum racconti di una sola presenza nella serie A brasiliana: 8 minuti appena il 13 maggio. Eppure per comprarlo c’era la fila, e a Madrid hanno dovuto persino rilanciare rispetto alla clausola rescissoria, che il Flamengo – consapevole di avere per le mani un assegno circolare – aveva fissato a 30-32 milioni. Aveva fretta il presidente Florentino Perez, al punto da prenderlo pur sapendo che non potrà tesserarlo finché non sarà maggiorenne. Addirittura, al Bernabeu arriverà nel 2019. «Ma dopo Neymar non potevano perdere anche lui», racconta Lucio De Cesare, operatore di mercato impegnato da anni sul mercato brasiliano. «È vero che ha giocato una sola partita da professionista, ma era seguito dalle big già nella Under 15. A marzo in Cile è stato votato miglior giocatore del torneo sudamericano. Lo volevano in tanti e il Flamengo stava negoziando con il ragazzo un rinnovo per alzare la clausola a 60 milioni. Il Real ha preferito spendere di più per avere la certezza di prenderlo. E a rappresentare Vinicius è la Traffic che ha speso tanto per la sua procura: è una società potente sul mercato internazionale e con canali privilegiati in Spagna».
Come sempre a fare il prezzo è stato il mercato. Ma quei 45 milioni investiti possono comunque trasformarsi in un problema. «La maggiore difficoltà che il ragazzo dovrà gestire è la pressione psicologica di un trasferimento eclatante«. Ne è convinto Francesco Palmieri, responsabile del settore giovanile del Sassuolo, vincitore del torneo di Viareggio. «Non bisognerà affrettarne l’ingresso nel calcio dei grandi. Vinicus ha valori assoluti, ma molti a 16 anni sono ancora ragazzini. Bisognerà mettergli accanto un team di persone che lo aiutino a capire l’importanza di un percorso fatto di piccoli passi. Più che allenarne il talento, dovranno curarne la testa senza caricarlo di responsabilità». Un compito che spetta anche a familiari e agenti: «Per questo la famiglia del ragazzo – spiega De Cesare – ha preferito il Real al Barcellona: per evitare sovrapposizioni con Neymar». Ma a 16 anni esiste il rischio che lo sviluppo fisico incida sulla crescita tecnica? «Devono tenere conto che il ragazzo è ancora in età evolutiva. Pesistica e carichi di lavoro eccessivi rischiano di inficiarne la crescita», avverte il dottor Diego Arcelli, ex docente di fisiologia umana oggi nutrizionista e fisiologo. «Ne andrà seguita l’alimentazione, che cambierà radicalmente: i grandi club però hanno staff adeguati». Il professor Giuseppe Lungarella, docente a Siena di medicina dello Sviluppo, ribadisce che «il superallenamento può rischiare di modificarne la struttura del corpo», ma solleva un altro rischio: «La crescita potrebbe comunque modificarne alcune caratteristiche fisiche: non mi stupirei se tra un anno o due dovesse giocare in un ruolo differente, dovuto a un cambiamento della struttura corporea. Certo non inciderà sul talento». Visto l’assegno sborsato, al Real non dovevano aver dubbi.