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 2017  maggio 25 Giovedì calendario

«Il nostro Lemoncocco copiato dagli americani»

«Altro che Lemoncocco. Quello è solo acqua e zucchero in un barattolo senz’anima. Ma con il logo uguale al nostro. Hanno fatto fortuna in America sfruttando il nostro nome». Antonio Cataldo è un architetto che abita al quartiere Coppedè con la passione per il commercio. Ma soprattutto per lo storico chiosco di piazza Quadrata, al secolo Buenos Aires, che proprio l’anno scorso sotto la sua gestione ha festeggiato i settant’anni di attività. Trequarti di secolo di Lemoncocco, la bevanda simbolo dei Parioli – anche se poi per assaggiarla vengono da tutta Roma -: limoni di Siracusa e cocco, in una ricetta segreta che ora sta diventando un caso internazionale. Sì, perché una ricca ereditiera canadese ma americana d’adozione, Jennifer Cue, con il marito Antonio, anche lui romano, e guarda caso proprio di Coppedè, commercializzano da tempo sulla costa ovest degli Stati uniti, con ambizioni di espandersi altrove, la bibita in lattina con le scritte in italiano. Che del resto compaiono sul suggestivo sito internet della «bevanda fresca italiana», recita lo slogan, «naturally light and refreshing, it is the perfect afternoon or weekend drink».
«Solo che il vero Lemoncocco è quello nostro – spiega ancora Cataldo -. Quell’Antonio si è presentato al chiosco un paio d’anni fa. Non c’ero e lui ha lasciato un biglietto da visita con la scritta Lemoncocco. Pensavo volesse parlare d’affari, magari una joint venture con noi, titolari del marchio registrato. L’ho cercato a lungo, ma non si è mai fatto trovare. Ora – prosegue l’architetto – non è che voglia mettermi contro un colosso multinazionale, ma non è nemmeno possibile che negli Usa venga venduto un prodotto con il nostro nome, che oltretutto è proprio un’altra cosa. Così ho dato mandato a uno studio legale internazionale di valutare se ci siano gli estremi per agire e chiedere i danni».
Proprio nei giorni del soggiorno romano del presidente Trump, l’affaire Lemoncocco irrompe sulla scena, e potrebbe anche trasformarsi in una questione diplomatica vista la nomea decennale del chiosco di piazza Quadrata ma anche la portata della società americana impegnata nel business della bibita romana. Si tratta della Jones Soda Co. di Seattle, brand nella distribuzione di bevande in bottiglia e lattina, che addirittura puntando sul Lemoncocco «copiato» si sarebbe risollevata da un momento difficile. Un rilancio – secondo i rivali capitolini – tutto sulle spalle del chiosco, da poco restaurato, a due passi dal Piper, meta ogni giorno e ogni notte di centinaia di giovani, scoperto per caso, racconta l’ereditiera, durante un viaggio a Roma dove il marito l’aveva portata in giro nel quartiere dove era nato e cresciuto. Sarebbe bastato un bicchiere di Lemoncocco per capire che negli Usa sarebbe stato un successo. E così è stato.
La «bevanda estiva è ispirata a quella dei chioschi sulle strade di Roma piene di sampietrini – recita sempre la pubblicità – per renderla autentica spremiamo i limoni siciliani e aggiungiamo il succo del cocco». «Magari fosse così semplice – replica Cataldo -, sono 70 anni che custodiamo gelosamente la ricetta, non la conosce nessuno, e la difenderemo sempre».