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 2017  maggio 25 Giovedì calendario

Genova verso il centrodestra. E i Cinque Stelle rischiano di fermarsi al primo turno

Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera
La situazione a Genova, una delle principali città chiamate al voto fra poco più di due settimane, appare piuttosto complessa. Le condizioni in cui la campagna si è sviluppata non erano favorevoli al Pd, reduce da un quinquennio discusso, con un sindaco fuori dall’apparato, che ha rinunciato alla ricandidatura. E non erano favorevoli al Movimento 5 Stelle, che ha silurato la candidata vincitrice delle primarie, rifacendole e sostituendolo con il candidato preferito dal gruppo dirigente nazionale. Tutto ciò favorirebbe il candidato del centrodestra. Il sondaggio odierno conferma, con qualche punto interrogativo, le previsioni che si potevano fare sulla carta.
L’amministrazione comunale e il sindaco hanno una valutazione non positiva, per quanto non drammatica. Poco più del 40% infatti apprezza l’operato del sindaco uscente, altrettanto avviene per l’amministrazione. La maggioranza assoluta dei cittadini (rispettivamente 55% e 56%) esprime invece una valutazione negativa. Con una forte polarizzazione naturalmente. Solo gli elettori di area infatti difendono l’operato del governo locale, con percentuali lusinghiere, vicine al 75%. È, questa, una condizione che ritroviamo frequentemente nelle grandi città, dove è più difficile soddisfare e convincere la maggioranza dei cittadini.
Coerentemente con queste valutazioni, emerge una diffusissima richiesta di mutamento rispetto all’amministrazione precedente. Più di due terzi dei genovesi infatti auspica un cambiamento radicale nella modalità di governo. Discontinuità che ottiene un importante successo tra gli elettori di area. Infatti il 42% degli elettori di Crivello (centrosinistra) chiede una svolta esplicita, contro il 45% che preferirebbe invece una modalità di governo in continuità con il precedente sindaco. Anche in questo caso, complessivamente non si tratta di una novità. La diffusa attesa di cambiamento non deriva tanto dalla valutazione concreta delle azioni di governo, ma ha un orientamento più generale, legato a un’insoddisfazione diffusa.
Nessuno dei candidati alla carica di sindaco però ottiene un gradimento tale da far pensare che sia davvero in grado di raccogliere la sfida e interpretare questa spinta al cambiamento. Limitandoci ai tre candidati principali, il gradimento di ciascuno di essi supera di poco la percentuale di chi invece non li vedrebbe bene come nuovi sindaci.
In generale la scadenza elettorale quindi non entusiasma e non muove molto gli elettori. Oggi infatti poco meno della metà, il 49%, è orientato a non votare, il 9% è incerto. Sono numeri importanti, anche se bisogna ricordare che già nel 2012 andò alle urne, al primo turno, il 55% degli aventi diritto. A giugno potrebbero essere di meno. La situazione di incertezza si riverbera sul voto: Crivello e Bucci hanno un risultato identico, circa il 33% dei voti validi, tallonati da Pirondini, vicino al 28%. Gli altri candidati complessivamente raccolgono il 7% dei consensi.
Abbiamo quindi testato tre ballottaggi. A conferma dello scarso appeal, in tutte e tre le ipotesi di confronto gli incerti e gli astensionisti superano il 70% (anche qui va ricordato che nel 2012 al ballottaggio si recò il 39%). La sfida tra Crivello e Bucci vede quest’ultimo in netto vantaggio: gli elettori di Pirondini al secondo turno privilegiano Bucci. Tra Crivello e Pirondini la sfida è aperta, con un 50% per entrambi. In questo caso, gli elettori di Bucci tenderebbero a premiare un po’ di più il candidato di centrosinistra. Infine, tra Bucci e Pirondini vincerebbe il primo: l’apporto a Pirondini di una parte degli elettori di Crivello non è infatti sufficiente a colmare il divario. Queste le stime sino a ora, anche se la grande incertezza e la vicinanza dei candidati potrebbe riservare sorprese.

Roberto Biorcio e Alice Securo per la Repubblica
A Genova il centro-sinistra cerca di riconquistare il comune dopo la deludente esperienza della precedente amministrazione con un nuovo candidato. Gianni Crivello si propone di ricomporre la frattura consumata, sul piano nazionale, tra Pd e Movimento Democratico e Progressista. E al primo turno potrebbe ottenere, secondo le stime di Atlante politico di Demos, il 34% dei voti alle prossime comunali, superando sia il candidato del centro-destra Marco Bucci (28%) sia quello del M5s Luca Pirondini (25%). Le attuali previsioni mettono in evidenza anche un relativo vantaggio del candidato di centro-sinistra in caso di ballottaggio.
Crivello ha i suoi punti di forza fra i pensionati, gli elettori anziani e i meno istruiti, mentre ottiene pochissimi consensi tra gli operai. Bucci, che contende ai 5stelle il primato tra le fasce più giovani della popolazione, è riuscito nell’impresa di riunire Area popolare alle principali forze di centro-destra. Ma i suoi sforzi potrebbero non bastare per vincere al secondo turno. Secondo le stime attuali, Crivello supererebbe sia il candidato del centrodestra (54% a 46%) sia quello del M5s (53% a 47%) A Genova il movimento fondato da Beppe Grillo potrebbe essere il più votato nel caso di elezioni nazionali. Ma a livello locale le liste presentate da due “fuoriusciti” (Marika Cassimatis e Paolo Putti) possono creare non pochi problemi. Le due liste non raccolgono per ora molti consensi, ciascuna di esse si ferma al 3% delle intenzioni di voto. E, soprattutto, sono scelte da pochi degli attuali elettori a 5 stelle. Il candidato del movimento Pirondini potrebbe invece essere votato da quasi un genovese su quattro ed è preferito da gran parte degli elettori del M5s (69%). La sua candidatura ottiene i consensi più elevati soprattutto tra gli operai e in generale tra gli elettori con meno di 55 anni. Ma la presenza delle due liste di disturbo rende difficile l’accesso al ballottaggio e la conquista del comune.
Il nuovo sindaco di Genova dovrà, in ogni caso, riconquistare un elettorato sfiduciato, che ha notevolmente sofferto per gli effetti della crisi economica. La disoccupazione è tra le prime (o le seconde) preoccupazioni di quasi la metà dei genovesi, staccando di oltre venti punti le “normali” questioni amministrative come la manutenzione delle strade e il decoro urbano (25%), la qualità dei servizi sociali e sanitari (16%) e il trasporto pubblico (16%). Mentre il tema immigrazione e gestione dei campi rom è considerato prioritario dal 18% del campione.
L’amministrazione dell’uscente Marco Doria è considerata deludente dal 53% degli intervistati ma nessuno dei candidati attuali, ancora poco conosciuti, raccoglie giudizi positivi dalla maggioranza degli elettori. Una situazione che, nelle concitate fasi finali del voto, potrebbe produrre cambiamenti significativi. Non improbabili, con il 25% di persone che, oggi, si dichiara astenuta, incerta o è reticente sul voto.