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 2017  maggio 25 Giovedì calendario

Fazio per La7 è un investimento

Urbano Cairo è in questi giorni molto impegnato nella inaugurazione del nuovo Stadio Filadelfia di Torino, storica casa della squadra di calcio granata di cui è presidente. Il Fila, come lo chiamano confidenzialmente i tifosi del Toro, fu abbattuto nel 1997 ed è stato ricostruito grazie alla Fondazione Filadelfia cui lo stesso Cairo ha dato un impulso decisivo attraverso la Fondazione Mamma Cairo.
Ma queste sono anche ore decisive per la costruzione della nuova La7 che Cairo ha in mente e che presenterà agli investitori pubblicitari nelle prossime settimane.
Serve dare slancio e ci vogliono delle novità, dopo un primo semestre 2017 piuttosto avaro di soddisfazioni.
In giugno si insedia il nuovo direttore di La7, Andrea Salerno, che prende il posto di Fabrizio Salini.
Salerno ha lungamente lavorato a Rai Tre. E proprio da Rai Tre potrebbero arrivare le novità per il palinsesto 2017-2018 della rete di Cairo.
Si è sondato il terreno su Alberto Angela, documentarista di punta del servizio pubblico, per costruire magari un lunedì forte in prima serata.
Al martedì c’è la certezza di Giovanni Floris, che ha un contratto quinquennale in scadenza nel 2019. Al mercoledì e al giovedì dovrebbero essere riconfermati Gianluigi Paragone e Corrado Formigli. Sul venerdì ancora si sta ragionando, mentre il sabato e la domenica potrebbero essere appannaggio di Fabio Fazio, che voci sempre più insistenti danno in uscita dalla Rai.
L’investimento su Fazio, peraltro, sarebbe anche compatibile con i bilanci di La7 e avrebbe molto senso pure editorialmente.
Tanto per fare un esempio, il programma di Maurizio Crozza, di 50 minuti e in onda un solo giorno alla settimana, costava complessivamente a La7 circa 10 milioni di euro all’anno. Per una cifra analoga Cairo potrebbe invece portarsi a casa due prime serate a settimana di oltre due ore l’una, con una formula del tutto simile a quella attuale di Che tempo che fa su Rai Tre e con un potenziale di ascolto legato a Fazio superiore a quello dell’ultimo Crozza su La7 (faceva il 7% di share).
L’arrivo di Salerno alla direzione di La7 e il concomitante caos in Rai, dove sia il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, sia il direttore di Rai Tre Daria Bignardi sono dati in uscita, potrebbero poi convincere anche la banda del programma Gazebo (di cui Salerno è autore) a traslocare su La7. E pure questo prodotto, editorialmente, sarebbe perfetto per la rete: costa poco, si parla principalmente di temi politici (e ormai abbiamo capito che il pubblico di La7 espelle qualunque cosa esuli dalla politica), con un tono fresco, comico (chiave espressiva che un po’ manca alla rete dopo l’addio di Crozza) e destinato a un target giovane (quello su cui La7 è tradizionalmente debole).
In attesa delle decisioni di Diego Bianchi (in arte Zoro) e del suo sodale vignettista Makkox, ci sono pure indiscrezioni legate a una La7 in gara nell’asta per i diritti tv della Coppa Italia di calcio. Un prodotto certamente interessante, ma forse editorialmente poco compatibile con la rete (andrebbe a sconvolgere i palinsesti e le abitudini di visione, che per La7 sono molto importanti) e di sicuro troppo costoso: si parla di oltre 30 milioni di euro all’anno per i diritti tv su 16 partite in prima serata, di cui solo una decina di grande richiamo. Una cifra enorme per una società come La7 che ha chiuso il 2016 con ricavi netti per 108,3 milioni di euro e 1,3 milioni di perdite. Enorme soprattutto per un prodotto come il calcio, che fa certo grandi ascolti in tv, ma che, pubblicitariamente, vale poco poiché non può essere interrotto dagli spot e che, al contrario dell’intrattenimento, vive di solo live e non ha senso in replica.