Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Aumentano i casi di morbillo
Dimentichiamo per un momento la polemica politica, e cioè la questione se Grillo abbia fatto propaganda contro i vaccini (come sostiene il New York Times e molti giornali nostrani, che portano a riprova battute e prediche degli spettacoli d’un tempo) oppure no (come dice lui adesso...).
• In definitiva la posizione di Grillo qual è?
Che non bisogno procedere con le vaccinazioni di massa, ma con una forte campagna che si limiti a raccomandare le vaccinazioni, lasciando poi a ognuno di noi il diritto di scegliere se vaccinarsi o no.
• Il Comune di Trieste non ammette all’asilo quei bambini che non si siano vaccinati.
Questa decisione ha il conforto del Consiglio di Stato, che ha giudicato «coerente» con la legislazione italiana l’obbligo di vaccinarsi. Il Consiglio di Stato dovrebbe aver chiuso la faccenda, dopo che già il Tar del Friuli aveva dato ragione a chi i vaccini li impone.
• Lei però non voleva parlare di questo.
No, volevo mettere in chiaro la cornice in cui si inquadra il problema. Mi sembra utile discutere di una faccenda tanto importante con equilibrio, e senza prese di posizioni preconcette o politiche o parapolitiche. Diciamo che la posizione dei cinquestelle o quella del Comune di Trieste in questo ambito non mi interessano. Annuncio anche che non scioglieremo nessun dubbio, perché noi stessi non siamo certi della posizione più giusta da prendere, e su questo terreno siamo invece circondati da fondamentalisti dell’una o dell’altra tesi.
• Sentiamo.
Il primo punto riguarda i dati sul morbillo. Sono stati diffusi l’altro giorno e dicono che siamo messi male. La gente si vaccina contro il morbillo molto meno di quanto dovrebbe, e questo - citiamo il nostro ministero della Salute - ha favorito una ripresa della malattia. I numeri sono questi: ad aprile ci sono stati in Italia 385 casi, cinque volte quelli dell’aprile 2016. Dal 1° gennaio: contagiati dell’anno scorso 800, contagiati di quest’anno 1920. In un anno (marzo 2016-febbraio 2017, dati Oms): 1.387 casi, il dato peggiore d’Europa, a parte la Romania: su 6.186 contagi europei, il 22% è italiano. Nell’anno i casi in Germania sono stati 365, in Polonia 145, in Francia 126, in Svizzera 105, in Belgio 92, in Austria 89. L’Oms avverte che il morbillo può complicarsi in polmonite, encefalite e convulsioni. In Europa stanno peggio di noi solo i romeni. Se si guardano i dati secondo le serie storiche si scopre che la copertura vaccinale per morbillo e rosolia è scesa tra il 2013 e il 2015 dal 90,4 all’85,3%. Il livello di sicurezza sarebbe il 95%. Cioè, dicono le istituzioni mediche: se almeno il 95% degli italiani si vaccinasse, morbillo, rosolia, poliomelite, tetano, difterite, epatite B ed haemophilius influenzae
sparirebbero del tutto. È quello che si chiama «immunità di gregge». La soglia di sicurezza per questi mali è stata raggiunta una volta sola nel 2012, e poi mai più. Quelli che s’ammalano, s’ammalano perché non si erano vaccinati? Si direbbe di sì, dato che l’88% di chi s’è coperto di bolle rosse non s’era vaccinato. Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, non si meraviglierebbe se, in una situazione come questa, a un certo punto ci scappasse il morto da morbillo. In Romania, dove i casi di morbillo dall’inizio dell’anno sono stati quattromila, i decessi da morbillo sono stati 17. Le autorità mediche esecrano con tutta la forza possibile coloro che non si vaccinano o dubitano dei vaccini. Roberto Burioni, virologo di fama internazionale e fiero combattente sui social delle tesi degli antivaccinisti: «Sono appena stati pubblicati i dati delle vaccinazioni in California. Lì nel 2015 è stato stabilito l’obbligo di vaccino per l’ammissione all’asilo, grazie alla battaglia del padre di Rhett Krawitt, un bambino guarito da una leucemia che rischiava la vita a causa della mancata vaccinazione dei suoi compagni di scuola. Due anni dopo i tassi di copertura sono schizzati alle stelle (passando dal 92,6% al 97,3%). Vista la situazione, non è il caso di adottare la stessa misura anche in Italia?».
• Che cosa mettiamo sull’altro piatto della bilancia?
I ragionamenti del dottor Roberto Gava, radiato dall’Ordine per i suoi dubbi. Gava è perplesso verso «la vaccinazione indiscriminata di massa», perché, se ho capito bene il suo ragionamento, la vaccinazione indiscriminata di massa va bene in situazioni estreme, come per esempio quella delle popolazione africane. Non ha senso invece da noi, dove non c’è alcuna emergenza sanitaria, e può esserci invece un pericolo implicito nelle conseguenze collaterali dei vaccini, che sono farmaci e dunque hanno conseguenze collaterali. Dunque, dice Gava, stabilito che i vaccini pediatrici sono utili, sarebbe meglio valutare caso per caso, tanto più che «trattandosi di sostanze che si iniettano in soggetti sani e per lo più in tenera età, il principio di precauzione dovrebbe essere rispettato il più possibile». E però, dice sempre Gava, che ha presentato ricorso contro la sua radiazione, «coloro che rifiutano indiscriminatamente i vaccini li rispetto in nome della libertà di opinione e autodeterminazione, ma da medico non condivido la scelta, perché ogni estremismo è erroneo, solo la personalizzazione riduce il rischio».
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