Corriere della Sera, 6 maggio 2017
A 17 anni ha ucciso un uomo. «L’ho spinto, era un gioco»
BARI Doveva essere uno scherzo. Una spinta per scaraventare in mare i due anziani. Uno scherzo che però si è concluso drammaticamente per uno di loro, il 77enne Giuseppe Dibello che è morto annegato.
La tragedia si consumata martedì scorso a Monopoli, in provincia di Bari. Ieri è stata la giornata riservata agli interrogatori di convalida dei fermi dei due minorenni di 15 e 17 anni, accusati di omicidio volontario a scopo di rapina, tentato omicidio e tentata rapina nei confronti dell’ anziano sopravvissuto, il 75enne Gesumino Aversa, ancora in stato di choc.
Il più grande ha confessato il gesto, mentre il 15enne ha detto di aver solo assistito alla scena. L’udienza si è svolta nell’istituto minorile «Fornelli» di Bari, dinanzi al gip del Tribunale dei Minorenni, Riccardo Leonetti, chiamato a decidere sulle loro responsabilità. Davanti al giudici i giovanissimi hanno ammesso la «ragazzata», così come loro stessi l’hanno definita.
Quel pomeriggio erano andati al mare, a Cala Verdegiglio nella zona a Nord di Monopoli, per prendere il sole e non per rapinare i due anziani che poco prima avevano incrociato in un bar lì vicino. Si erano già tolti le scarpe quando hanno notato uno dei due pensionati sporgersi dalla scogliera per fare un bisogno. A quel punto il 17enne si è avvicinato e ha spinto entrambi giù dagli scogli. Per Dibello non c’è stato nulla da fare: cadendo ha urtato sulle rocce e poi è finito in acqua. L’autopsia, eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Antonio De Donno, ha accertato che sul corpo dell’uomo c’erano lesioni provocate dall’impatto sugli scogli e che la morte è avvenuta per annegamento. L’altro anziano, così come è stato ricostruito, è finito direttamente in acqua ed è stato soccorso da un gruppo di giovani che si trovavano sulla scogliera a poca distanza da loro.
Sono state le dichiarazioni del sopravvissuto a mettere i carabinieri, coordinati dalla pm Carla Spagnuolo, sulla pista giusta. Nel giro di qualche ora i due ragazzini sono stati identificati e i sospetti si sono concentrati unicamente su di loro. La conferma della loro presenza su quel tratto di mare è arrivata anche dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate nella zona.
Secondo gli inquirenti il movente dell’aggressione sarebbe da ricollegare ad un tentativo di rapina. Ma la coppia di minorenni ha negato. Sulla scogliera era rimasta la giacca di uno dei due pensionati con il portafogli che conteneva 650 euro, il denaro della pensione che aveva prelevato poche ore prima e gli indagati – è stato ricostruito dalle indagini – non hanno portato via nulla. Sono stati visti mentre rovistavano tra le rocce ma, durante gli interrogatori, hanno riferito che stavano recuperando il loro telefono cellulare. Poi sono stati notati mentre si allontanavano dallo stesso gruppo di giovani che poco prima aveva soccorso Gelsomino Aversa.
Il movente resta dunque ancora poco chiaro e per questo gli accertamenti della procura minorile proseguiranno. Davanti al giudice il 15enne ha confermato quanto era già emerso dalle intercettazioni ambientali registrate nella caserma dei carabinieri di Monopoli, la sera in cui erano stati convocati come persone informate dei fatti. Al giudice ha detto di non aver partecipato materialmente al gesto: a spingere i due anziani – ha rivelato – è stato il suo amico. Versione confermata dal 17enne.
Entrambi i ragazzini hanno inoltre negato di aver pedinato gli anziani dal bar fino alla scogliera, come invece l’accusa ha sostenuto sin dal primo momento. Al termine degli interrogatori il giudice Leonetti si è riservato di decidere sulla convalida dei fermi. È possibile che l’eventuale provvedimento cautelare venga depositato già nella giornata di oggi.