la Repubblica, 6 maggio 2017
Passione hoverboard. Mezzo milione di italiani sulle ruote elettriche
ROMA L’invasione è già iniziata, agli italiani piacciono da pazzi gli hoverboard, gli skateboard elettrici a due ruote. Secondo le stime se ne vendono oltre cinquantamila al mese. Dati ufficiali non ce ne sono, ma i grandi operatori non nascondono la soddisfazione: «Il mercato italiano potrebbe arrivare al milione di pezzi venduti entro Natale», dice a Repubblica Rosario Carro di Go!Smart. E in giro, aggiunge: «Ce ne sono già almeno la metà. Un hoverboard costa da199 euro in su, e il business si aggira sugli 8 milioni al mese, cento all’anno, solo in Italia».
Il mito delle due ruote segue i tempi, gli “Easy Rider” oggi cercano l’esperienza del viaggio su piccole ruote elettriche ed ecologiche, skateboard orizzontali e verticali a batteria. Guidarne uno è un po’ come “amplificare” le capacità del nostro corpo, dopo aver preso confidenza questi mezzi diventano quasi un’estensione fisica: si muovono seguendo l’inclinazione e il bilanciamento del pilota, la sensazione è di planare fluidi sulla strada.
Ma la mobilità elettrica personale non si declina solo con l’hoverboard: ci sono le “ruote elettriche” (mono e bi), i monopattini, il Segway, la “biga” 2.0. Mezzi che corrono a dieci chilometri orari, interdetti però all’uso delle carreggiate stradali; anche se in realtà si vedono circolare nelle aree pedonali dovrebbero rimanere confinati in zone private. La passione arriva oggi in Italia, due anni dopo il boom negli Usa. Dove il mercato è stato rapidamente invaso da prodotti a basso costo. Che hanno creato non pochi problemi: decine di prodotti cinesi senza certificazione sono letteralmente esplosi in fiamme. Colpa delle batterie di scarsa qualità che, saldate direttamente sulla scheda elettronica, causarono dei cortocircuiti. Una situazione a rischio, tanto che Amazon ha completamente rimosso i prodotti dal suo store americano.
In Italia i marchi riconosciuti vendono solo prodotti certificati, e il consiglio è di lasciar perdere i no-brand anche se più economici. Ma non è l’unica cautela che deve ricordarsi chi monta sulle due ruote, c’è bisogno di equilibrio e capacità di controllo muscolare. E il rischio di sbucciarsi le ginocchia, soprattutto per i più piccoli, c’è. «È un mezzo che generalmente non ha appoggi, i traumi più frequenti sono a livello di caviglie e ginocchio», spiega Guido La Rosa, responsabile di ortopedia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. I danni possibili vanno dalla storta alle fratture, ma queste ultime sono improbabili a basse velocità. «Per bambini e adolescenti però le fratture del gomito possono essere problematiche e portare ad interventi precoci», mette in guardia l’esperto. Ma si possono scegliere, per i più piccoli i mezzi più avanzati che hanno spesso dei limitatori di velocità. Non solo, avverte La Rosa: «Bisogna proteggersi, anche a venti all’ora ci si può far male». Meno problemi però per la schiena, anche se questo tipo di mezzi non ha sospensioni: «In un giovane l’idratazione dei dischi intervertebrali quasi perfetta scongiura la possibilità di grandi danni», conclude.
C’è poi da calibrare i tempi che bambini e ragazzi passano sulle due ruote elettriche. Come annota Antonino Reale, responsabile di Pediatria dell’emergenza del Bambino Gesù, «I bambini camminano sempre meno. L’amore per l’hi-tech non deve sacrificare la cultura del movimento. È necessario un uso intelligente di questi mezzi». Reale partecipa a un gruppo di lavoro sulla sicurezza dei giocattoli dell’Istituto Superiore di Sanità e osserva: «I bambini oggi quando cadono si fanno più male di quanto non se ne facessero le precedenti generazioni, perché non hanno più il coordinamento motorio. Che va stimolato; se lo metto sulla macchinina elettrica sin da piccolo, avrà più difficoltà».