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 2017  maggio 06 Sabato calendario

È spinner-mania. Una trottola conquista l’America

Se Tom Sawyer fosse ancora vivo, invece della trottola oggi avrebbe senza dubbio in mano un fidget spinner. E questo aggeggio, diventato la mania del momento in Usa, probabilmente gli avrebbe evitato parecchi guai, aiutandolo a controllare la sua irruenza. Il problema però è che forse lo avrebbe reso anche «spinner dipendente», distraendolo più del lecito dalla vita reale, come sta già accadendo in molte scuole americane per la disperazione degli insegnanti.
Prima di proseguire, lanciamo un avvertimento a tutti i genitori che non avessero mai sentito parlare del fidget spinner: presto invaderà le vostre case, come era successo col cubo di Rubik, i Tamagotchi o i braccialetti Rainbow Looms. Quindi è indispensabile imparare cosa sia, prima che il fenomeno vi prenda alle spalle. Si tratta in sostanza di una specie di trottola, composta da un corpo centrale rotondo che contiene un cuscinetto a sfera, e due o tre alette montate intorno. Tenendo con due dita il corpo centrale, e dando un colpo alle alette, esse cominciano a girare. L’effetto è travolgente, e anche variopinto, a seconda dei colori o i disegni usati sulla superficie.
Alcuni specialisti lo hanno raccomandato per i ragazzi colpiti dall’Adhd, cioè l’attention deficit disorder che li fa muovere in continuazione, impedendo loro di concentrarsi sulle lezioni a scuola. Questa «trottola» li aiuta a sfogare l’eccesso di energia, focalizzando l’attenzione su quello che davvero la merita. Il problema però è che a volte l’effetto va molto oltre, distraendo completamente chi usa l’aggeggio, o contagiando chi non ne avrebbe bisogno.
Fidget significa «agitarsi di continuo», e spinner indica una rotella girevole. Ad inventarlo è stata Catherine Hettinger, una donna della Florida che oggi ha 62 anni. La leggenda vuole che l’idea le sia venuta mentre visitava sua sorella in Israele, durante gli Anni 90, e aveva visto dei ragazzi che lanciavano pietre alla polizia. Per indirizzare diversamente le loro energie aveva pensato prima a costruire sassi morbidi, ma poi aveva immaginato la trottola. Catherine però ha raccontato anche una storia diversa, secondo cui tutto sarebbe nato durante una terribile estate, in cui la malattia autoimmunitaria myasthemia gravis l’aveva resa così debole, da non riuscire a giocare con la figlia Sara. Qualunque sia la verità, lei aveva inventato il fidget spinner e lo aveva anche patentato, ma poi nel 2005 aveva smesso di proteggerne i diritti, perché le costava troppo e sembrava inutile. Dieci anni dopo è stato riscoperto, diventando una mania.
All’inizio i medici lo hanno suggerito ai bambini colpiti dall’Adhd, ma i compagni di classe lo hanno visto e se ne sono innamorati. In breve le scuole sono state invase, al punto che ormai alcuni insegnanti hanno iniziato a bandirlo, perché sta producendo l’effetto opposto: vero che calma i ragazzi, più ancora dello smartphone, ma li distrae al punto che non seguono affatto la lezione. Troppa grazia, dunque, e marcia indietro didattica sullo spinner.
Il genio però è ormai uscito dalla bottiglia, come si capisce dai conti economici della Learning Express, una catena nazionale di circa 120 negozi di giocattoli: a marzo i fidget spinner, che si vendono tra i 5 e i 25 dollari, avevano generato 300.000 dollari di ricavi, mentre ad aprile sono balzati a 2,6 milioni. Tutti i concorrenti ora hanno scoperto il fenomeno e stanno riempiendo gli scaffali, fisici o digitali. Nel frattempo, come spesso accade in questi casi, sta nascendo una specie di culto, con tanto di lezioni video trasmesse via web per spiegare le meraviglie della trottola e come farla girare al meglio, contagiando bambini e adulti. Tutti i Tom Sawyer d’America vogliono il fidget spinner, e quindi molto presto anche i vostri figli.