La Stampa, 6 maggio 2017
Volta mostra la sua vera faccia grazie alla ricostruzione in 3D
Ogni volta che avvitiamo una lampadina rivolgiamo inconsciamente un pensiero ad Alessandro Volta, il celebre fisico di origini comasche a cui è stata dedicata un’unità di misura elettrica, il «volt». Ci sembra di conoscerlo bene perché il suo volto appariva sulle vecchie banconote da dieci mila lire. In realtà, nonostante i numerosi ritratti, le sue reali fattezze sono rimaste un mistero per quasi duecento anni. Adesso, però, qualcosa è cambiato. Il suo vero volto, infatti, è stato ricostruito dai tecnici del Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense dell’Università degli studi di Milano, esperti nelle metodiche di ricostruzione facciale in casi forensi e in soggetti antichi, e ieri è stato finalmente mostrato al mondo all’università di Pavia.
La ricostruzione 3D
Nella città lombarda Volta tenne a lungo la cattedra di Fisica sperimentale, e qui effettuò gli studi che lo condussero alla grande invenzione della pila. Fu anche lo scopritore del metano. Oggi le collezioni museali dell’ateneo pavese custodiscono il calco in gesso del suo cranio, accanto a quelli di Ugo Foscolo e di Francesco Petrarca. Il suo fu realizzato in occasione dell’esumazione e del seppellimento definitivo delle sue spoglie nel 1875: gli esperti milanesi sono partiti da qui: «Lo hanno scannerizzato in 3D – spiega la direttrice del museo Lidia Falomo – riproducendolo poi con una stampante. Hanno applicato le metodiche utilizzate normalmente in casi di soggetti senza identità».
Volta fu un personaggio celeberrimo del suo tempo: di lui restano numerosi ritratti, tra cui quello utilizzato dagli incisori della Zecca dello Stato, ma non tutti rimandano alla stessa fisionomia. Da qui l’idea di riscoprire i veri tratti del suo viso, per cercare di capire quali fossero davvero quei lineamenti che un biografo dell’epoca descrisse come «ben pronunciati, ma né aspri, né duri, né fieri; e se il suo sguardo non lampeggiava del foco di un genio altero, brillava della punta penetrante della più viva riflessione. La sua faccia nera umana per maestosa dolcezza, e veneranda per dolce maestà».
Da Lombroso a oggi
Il cranio fu sottoposto anche allo studio di Cesare Lombroso, il padre della moderna criminologia, che dedicò gran parte della sua attività a teorizzare l’esistenza di un collegamento tra i tratti somatici di un individuo e la sua propensione a delinquere. Il cranio di Volta fu giudicato «di bellissime forme e d’una capacità di certo maggiore dell’ordinario», pur se dotato di «molti dei caratteri che gli antropologhi credono più propri alle razze inferiori», tratti degenerativi che secondo la visione lombrosiana potevano tuttavia coesistere anche negli uomini di genio.
I risultati di questa indagine resteranno esposti al pubblico al Museo per la Storia dell’Università di Pavia. La sezione di fisica si è sviluppata intorno agli strumenti dell’antico laboratorio di Alessandro Volta, ricostruito in una delle sale.