Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
L’anno si chiude con qualche schiarita sul fronte dello spread e della finanza italiana in genere, fatto che dovrebbe aver dato qualche sicurezza al consiglio dei ministri riunito ieri per tre ore. Monti e gli altri non hanno voluto dire di che cosa si è discusso. Il premier terrà stamattina la conferenza stampa di fine anno, e sapremo qualcosa di più sulle sue intenzioni per la fase due.
• La schiarita sulla finanza, spread eccetera?
Ieri il Tesoro cercava 9 miliardi a sei mesi,
mediante un’emissione di Bot. Bene, le banche ne hanno richiesti per quasi il
doppio (1,7 volte l’offerta) e si sono accontentate di un rendimento pressoché
dimezzato rispetto a quello di novembre. Il Tesoro per questi titoli pagherà
appena il 3,251% di interesse annuo. Ottimo anche il collocamento di 1,733
miliardi di Ctz (Certificati del Tesoro Zero coupon) con scadenza 2013,
piazzati con un rendimento del 4,853% contro il 7,814% di fine novembre. Queste
percentuali più basse significano semplicemente che gli istituti hanno pagato
questi titoli di più.
• Come mai allora ho sentito in televisione che lo
spread, dopo aver toccato i 520 punti è sceso sotto i 500 e poi è risalito a
510?
Quello è il mercato secondario… L’offerta dei 9
miliardi di Bot e del miliardo e 700 milioni di Ctz era fatta al mercato
primario, quello degli investitori istituzionali, cioè le grandi banche di
tutto il mondo. Lo spread si riferisce sempre al mercato secondario, quello
dove può comprare i Btp anche lei. In altri termini: i Bot comprati ieri al
3,251% saranno adesso o tenuti in cassaforte o venduti ad altre banche e alla
clientela privata o magari depositati alla Bce per ottenere altri prestiti.
Quando la Bce compra i nostri titoli pubblici (e quelli degli spagnoli) lo fa
sul mercato secondario, dove si registra a ogni istante il differenziale di
rendimento con i titoli tedeschi che abbiamo imparato a chiamare spread. Quindi
i due mercati sono diversi e non vanno confusi. Inoltre, i titoli che si
negoziavano ieri erano a breve. È giusto essere soddisfatti, ma un banco di
prova più credibile sarà l’asta di oggi: 8,5 miliardi di titoli a medio e lungo
termine. In ogni caso, stia sereno che gli esami non finiscono mai. A febbraio
dovremo raccogliere sul mercato un centinaio di miliardi, e lì si vedrà a che
punto siamo, noi e l’euro.
• Non dovremmo essere ottimisti, dato che nei giorni
scorsi le banche europee hanno ottenuto dalla Bce 489,191 miliardi all’1% e di
questi 160 sono finiti nelle casse italiane?
Sì. C’è però questo strano fenomen le banche preferiscono
depositare i loro soldi nelle casse della Bce, dove non prendono praticamente
niente (lo 0,25). Se se li prestassero tra di loro potrebbe lucrare un margine
di 2-3 punti. Ma non se li prestano tra di loro perché hanno paura di non
essere rimborsate. Cioè le banche non hanno fiducia nelle banche e i soldi
continuano a star fermi (è il cosiddetto credit crunch). Lunedì gli istituti avevano
depositato presso la Bce 411,813 miliardi, che era già un record per questi
depositi detti “overnight” (“per una notte”). Ieri questa massa di liquidità
aveva raggiunto il livello di 452,034 miliardi, nuovo record. Le banche hanno
chiesto in prestito alla Bce appena 6,225 miliardi. Lei capisce che se il denaro
non torna a circolare…
• Che cosa si sa delle intenzioni di Monti?
Niente, ufficialmente. Il comunicato finale dice quest «Il
Presidente del Consiglio Mario Monti ha illustrato in Cdm i punti salienti del
programma di lavoro da lui previsto per le prossime riunioni del Consiglio dei
Ministri. Dopo un ampio dibattito, il Consiglio ha unanimemente condiviso
quanto proposto dal Presidente». Nessun commento o dichiarazione. Il ministro
per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, ha aggiunt «Potrei dire
solo spezzoni. Aspettiamo di sentire Monti domani (oggi per chi legge)».
• Che cosa ci dobbiamo aspettare?
Nessun provvedimento legislativo, ma l’annuncio di
alcune o parecchie intenzioni, che saranno trasformati in decreti o disegni di
legge a partire da gennaio. I giornali hanno anticipato parecchie idee, che
però prendiamo con le molle perché Monti ci ha abituato alle sorprese. In ogni
cas dovrebbe essere disegnato un nuovo catasto, imperniato sui metri quadri
invece che sui vani e con un aggiornamento dei valori di rendita e
patrimoniali, fermi a un paio di decenni fa. Il nuovo sistema non dovrebbe
produrre ulteriori tasse: saranno abbassate – dicono – le aliquote. Poi ci sono
le liberalizzazioni e l’intenzione di recuperare 150 miliardi dall’evasione
fiscale. È sicuro l’avvio della riforma del mercato del lavoro. I sindacati del
pubblico impiego sono stati convocati per il 13 gennaio.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 29 dicembre 2011]
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