Antonella Olivieri, Il Sole 24 Ore 29/12/2011, 29 dicembre 2011
LA BORSA ORA VALE IL 21% DEL PIL
Piazza Affari si consola con il boom degli scambi su diversi comparti del suo listino, ma quest’anno la performance è stata pesantemente negativa: -25/26% per le blue chip e il listino in generale. È andata meglio rispetto al 2008, quando l’indice, post fallimento Lehman, si era dimezzato, ma rispetto a fine 2006, ultimo anno di vacche grasse, il valore dell’Ftse Italia Mib storico è ridotto a poco più di un terzo. Tant’è che anche la capitalizzazione di Borsa – 333,3 miliardi – è precipitata al 20,7% del Prodotto interno lordo italiano, mai così in basso dal 1996 quando le società quotate valevano il 20,2% del Pil.
Mal comune mezzo gaudio?
Del resto il panorama borsistico internazionale è dominato dall’Orso. Dei principali indicatori, solo l’S&P 500 di Wall Street viaggia ancora in territorio positivo, con un +5,5% da inizio 2011. Altrove, chi più chi meno, i listini sono tutti in rosso. In Europa, in termini relativi, hanno fatto meglio le Borse esterne all’eurozona: -7,5% Londra, -8,5% Zurigo. La peggiore è Atene (-53%), mentre Parigi segna un ribasso del 20% e Francoforte del 16%. La novità è che quest’anno anche le piazze emergenti hanno segnato una battuta d’arresto: -28,7% Shangai, -22,9% l’India, -19,5% Hong Kong, -18% il Brasile.
Il listino si accorcia
Il listino principale di Piazza Affari (Mta) si è ancora accorciato, passando dalle 313 società quotate di fine 2010 a 304. Una sola matricola, Salvatore Ferragamo, che, forse anche per l’effetto rarità, ha attirato l’interesse degli investitori sia in sede di Ipo – quasi 400 milioni di euro raccolti, domanda pari a oltre quattro volte l’offerta, forte partecipazione dell’estero (80%) – sia poi sul mercato secondario fino a conquistare le credenziali per entrare nell’indice delle blue chip il 19 dicembre scorso. Considerando anche gli altri segmenti, le nuove ammissioni sono state in tutto dieci, le revoche 14. Tra i debutti, oltre a Ferragamo, Fiat industrial, nata per scissione da Fiat a inizio anno, Unione alberghi italiani, Made in Italy 1, Ternigreen e Ambromobiliare che sono entrate nell’Aim Italia; Imvest, Valore Italia Hp, Soft Strategy al Mac e Italy 1 Investment al Miv (Mercato telematico dei veicoli d’investimento). Complessivamente le società quotate sono 327 rispetto ai 332 di fine 2010.
Dare & Avere
Nel 2011 le società di Piazza Affari hanno raccolto complessivamente 13,1 miliardi: 19 gli aumenti di capitale per 12,5 miliardi, 587 milioni i capitali raccolti con le Ipo, senza includere l’ultimo collocamento di Ambromobiliare. Le Opa sono state 13 per un controvalore di 4,3 miliardi.
Chi vince e chi perde
Ferragamo è tra le poche azioni dell’Ftse-Mib a vantare una performance positiva: rispetto ai 9 euro dell’Ipo di giugno il progresso (alla data di martedì scorso) era ancora vicino all’11%. Nel paniere meglio ha fatto solo Lottomatica che mostra un rialzo vicino al 25%, Impregilo è allineata con un +10,8% dall’inizio dell’anno. E a martedì, in territorio positivo c’erano ancora Pirelli (+7,77%), Campari (+5,03%) ed Enel Green Power (+0,95%). Tra le big del listino, maglia nera invece per Finmeccanica, che sfiora il 67% di ribasso. Poco meglio Mps (-65%) e Popolare di Milano (-64%), entrambi i titoli massacrati da massicce ricapitalizzazioni molto diluitive.
Ma le vere "rivelazioni" del listino sono state come al solito le small cap che, complice anche il controvalore esiguo del flottante, hanno segnato in alcuni casi performance strabilianti. Moviemax (ex Mondo tv) è la prima in assoluto: +177,6%. Sorprendente anche l’andamento di Fullsix, agenzia di marketing online che, pur avendo i conti in rosso, in Piazza Affari ha messo a segno un rialzo superiore al 100%. Terza classificata Txt e-solution (+59,61%), davanti a Enervit (+52,57%) e Caleffi (+52,57%). In coda Cogeme Set (-87,30%), Rdb (-85,26%) e Premafin (-84,1%), tutte alle prese con problemi di ristrutturazione. Male anche FonSai, Prelios e Arkimedica, con ribassi intorno all’82 per cento.
I più scambiati
Non c’è correlazione tra scambi e performance, ma anche quest’anno il titolo più gettonato è stato UniCredit che, dal 3 gennaio al 23 dicembre, ha mosso 132,7 miliardi di euro in controvalore (-57,5% la performance), surclassando Eni (91,1 miliardi, -3,6% la performance) e Intesa Sanpaolo (81,7 miliardi, -32,8%), rispettivamente in seconda e terza posizione per volumi trattati. Quarta, a distanza, è Enel (51,8 miliardi, -18,1%), seguita da Fiat (46,7 miliardi, -45,9%), Generali (29,9 miliardi, -19,7%), Telecom Italia (18,9 miliardi, -16,8%), Fiat Industrial (18,7 miliardi, -27,3%), Saipem (18,3 miliardi, -12,1%) e StMicroelectronics (11,1 miliardi, -43,1%) a completare la top ten dei titoli più liquidi.
Borsa centrale
Borsa italiana è riuscita comunque a conservare la leadership sulle azioni di casa: infatti Piazza Affari cattura l’82% degli scambi complessivi, senza nemmeno tener conto di Turquoise, la piattaforma Mtf che pure è parte del gruppo. Complessivamente sull’azionario i volumi nel periodo hanno raggiunto 706,7 miliardi in controvalore. La media giornaliera degli scambi è stata di 2,8 miliardi, in linea con l’anno scorso. La seduta più attiva per controvalore è stata il 15 marzo con 5,6 miliardi di euro, mentre il maggior numero di contratti è stato scambiato il 5 agosto (534.322). Piazza Affari vanta il primato continentale per turnover velocity (190,3%, in crescita rispetto al 170% dell’anno prima), l’indicatore che rapporta il controvalore degli scambi telematici alla capitalizzazione.
Il record di Etf, Mot e Idem
Borsa italiana conferma la leadership europea per contratti scambiati sui sistemi telematici sia su Etf Plus che sul Mot (obbligazioni). Su Etf Plus – dove sono scambiati Etf (exchange traded fund) e Etc (exchange traded commodities) – gli strumenti quotati sono saliti da 563 A 570. Record storico per gli scambi con 338,2 milioni di euro al giorno (+10,3% rispetto al 2010) e 85,2 miliardi in totale. Anche il Mot – con 821 titoli quotati dai 723 di fine 2010 – ha segnato il massimo storico per contratti scambiati (4,6 milioni, +18,9%) pari a 200,7 miliardi di euro. L’Idem – derivati – rivede al rialzo per il terzo anno consecutivo il record storico con 47,7 milioni di contratti standard (+7,8%).