Aldo Grasso, Corriere della Sera 29/12/2011, 29 dicembre 2011
LUCA E PAOLO AL MEGLIO IN «CAMERA CAFE’»
Dopo tre anni di assenza sono tornati Luca Nervi e Paolo Bitta, i due impiegati emblema dello Zeitgeist lavorativo di oggi, protagonisti della quinta stagione di «Camera Cafè» (martedì, Italia 1, ore 21,10).
Tra i lavoratori alle prese con la crisi economica globale ci sono anche loro: mentre l’odiata concorrente Digitex va a gonfie vele, un consulente è approdato nella misteriosa azienda di Nervi e Bitta per riorganizzare conti e personale, forse per rendere più «produttive» anche le interminabili pause davanti alla celebre macchinetta del caffè.
È noto che «Camera Cafè» viene da un format francese ispirato a un’idea stilistica, quella della telecamera fissa che osserva muta la vita aziendale dal distributore automatico, adattato in Italia con successo soprattutto grazie alla qualità dei dialoghi e all’interpretazione di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Dopo il successo popolare di Sanremo e l’abbandono del moralismo di convenienza delle Iene, i due tornano a fare quello che gli viene meglio, cioè giocare su un umorismo cinico, spesso ispirato al politicamente scorretto e alla forzatura degli stereotipi, che trova la sua forza nello sfogo delle frustrazioni, nella messa in scena di una tempra tutta italiana tra il furbo (ignorare tutte le regole) e l’idiota (esaltato dagli scherzi aziendali).
A parte alcune novità nella trama (l’imbranato Silvano e Patti aspettano un figlio, Luca e Alex hanno deciso di sposarsi, Paolo è concupito dalla procace Lucrezia), niente sembra essere cambiato in «Camera Cafè», tutto si ripete uguale come nelle routine della vita aziendale, in un meccanismo di infinita variazione dell’originale che dà allo spettatore il conforto dell’identico. Bisogna poi dire che la formula «lunga», a coprire tutta la prima serata, sembra non rendere giustizia a un formato comico che funziona al meglio quando è proposto nella forma dell’intermezzo breve.
Aldo Grasso