Marco Bellinazzo, Il Sole 24 Ore 29/12/2011, 29 dicembre 2011
LE COMBINE VALGONO 140 MILIARDI
Come tutti i virus anche quello del "calcio-scommesse" non si ferma certo ai confini nazionali. La scorsa estate "focolai" della malattia si sono accesi in Italia, in Grecia, in Turchia, dove stato arrestato il presidente del Fenerbahce, Aziz Yildrim, e in Corea del Sud, dove la Federazione sta persino pensando di introdurre il test della verità per i giocatori, due per squadra al termine dei novanta minuti, sul modello dell’antidoping. Mentre nell’estate del 2010 a finire sotto i riflettori è stato il calcio tedesco, con uno scandalo che ha (per ora) solo lambito anche le fasi preliminari di Champions ed Europa league.
La lotta contro le combine e la corruzione è diventata perciò una priorità per la Uefa e la Fifa che da Nyon, lo scorso 25 novembre, hanno chiesto ufficialmente aiuto ai Governi, alle procure e alle Polizie di tutti i Paesi disponibili.
I fenomeni di riciclaggio e di frodi legate al giro d’affari delle scommesse sportive sono in crescita esponenziale. Il volume di quelle illegali, come ha rivelato il segretario generale dell’Interpol, Ronald K. Noble, sarebbe di 90 miliardi di euro all’anno. Una stima ancora più alta è stata fornita da Deni Oswald, membro del Cio e alla guida di un pool anti-scommesse, secondo il quale l’ammontare delle scommesse illegali nel mondo sarebbe di 140 miliardi. «Le scommesse sportive non sono nate ieri – ha spiegato Oswald – ma l’avvento di Internet ha totalmente modificato la situazione. È possibile, ad esempio, giocare anonimamente, non importa in quale parte del mondo, in che momento e a che tipo di gioco. Il calcio è quello più scosso dal fenomeno, anche perché le possibilità di guadagno sono elevatissime».
Le indagini condotte negli ultimi anni hanno permesso di svelare una minima parte delle truffe. Tra il 2007 e il 2010 – ha precisato Noble – sono stati confiscati appena 700 milioni di dollari.
L’Italia il 19 ottobre scorso è stata il primo Paese ad aderire al protocollo d’intesa siglato da Fifa e Interpol. I fronti della guerra alle frodi sportive sono due. Il primo è quello dei circuiti clandestini che, come ha sottolineato l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, vale circa 2,5 miliardi all’anno.
Il secondo fronte è quello delle scommesse che transitano sui canali legali ma si riversano su partite truccate. È soprattutto questo filone a preoccupare le autorità italiane. «C’è un sistema sempre più raffinato – ha spiegato, infatti, il capo della Polizia Antonio Manganelli – nella copertura legale di comportamenti illegali. Abbiamo accertato che dietro queste anomalie ci sono fenomeni corruttivi con cifre da capogiro, parliamo di miliardi di euro». In effetti, banalmente, basterebbe investire soldi sporchi sui tre possibili esiti o sul numero dei gol di una partita (over-under 2,5) – anche se non truccata – per riavere comunque indietro una somma di danaro ripulita.
Nei primi undici mesi del 2011, come comunicato martedì scorso nell’ultimo bollettino dell’Aams (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), su 3,9 miliardi di euro puntati su avvenimenti sportivi (e il calcio la fa da padrone) gli scommettitori ne hanno riportato a casa 2,8 (oltre il 70%).