Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  dicembre 29 Giovedì calendario

La crisi? Ce la giochiamo al lotto Puntate per 76 miliardi nel 2011 - Italiani, popolo di incalliti gio­catori

La crisi? Ce la giochiamo al lotto Puntate per 76 miliardi nel 2011 - Italiani, popolo di incalliti gio­catori. Si comincia da bambini a scommettere su tutto per qualche centesimo e si continua imperterri­ti da adulti. Un po’ per gioco,un po’ per scaramanzia, un po’ per vizio. Giochi al mattino al Lotto quando prendi un caffè, al Gratta e Vinci in un supermercato quando vai a fare la spesa. Non parliamo delle slot machine. Ormai ti inducono in ten­tazione anche nelle toilette del­l’Autogrill. Proprio in stile Las Ve­gas, dove la febbre del gioco si infi­la anche in bagno. Ma questo martellamento collet­tivo alla fine è vincente. Le cifre se­gnalate da Agipronews a fine anno sono da capogiro. Il settore giochi ha raccolto più di tre manovre eco­nomiche da lacrime e sangue. In tutto gli italiani hanno speso 76,5 miliardi di euro e hanno recupera­to in vincite 57,5 miliardi. La spesa effettiva è stata dunque di 19 miliar­di. In parte incamerati dal Fisco (9,3 miliardi) che si frega le mani e ringrazia. Insomma, a dispetto del calcio scommesse, delle possibili fregature e delle ristrettezze cresce il popolo che si affida alla fortuna per dare un nuovo corso alla pro­pria vita. E gli incassi di quest’anno sono addirittura cresciuti di 15 mi­liardi rispetto al 2010 ( chiuso a 61,5 miliardi), con un incremento del 24,3%. Ma questa vasta platea di gioca­tori dove li trova i soldi da buttare nel gioco quando anche con lo sti­pendio si fatica a tirare a fine mese? Questa crisi non dovrebbe aver ral­lentato la corsa all’effimera fortu­na? No, l’ha accelerata. Sembra proprio la crisi strisciante a creare un effetto reattivo collettivo. Quel­lo che spinge anche le massaie più spiantate a comprare con periodi­cità un biglietto del Milionario o della Ruota della Fortuna . E se chie­di loro il motivo ti rispondo candi­damente: «Cinque euro in meno non ti cambiano la vita ma una vin­ci­ta può essere farti svoltare ».L’ar­gomentazione, sulla carta, non fa una piega ed è condivisa da milioni di italiani, visto che in dodici mesi sono stati sganciati ben 10,2 miliar­di di euro per acquistare i tagliandi­ni magici, un miliardo rispetto al­l’anno scorso. E che dire del Lotto?La spesa su­per­a i 6,8miliardi di euro e l’aumen­to è stato del 30%. Ma la vera mania collettiva premia le New Slot ele Vi­­deolotteries , che insieme, con una raccolta di 41,5 miliardi, rappre­sentano il 54,2% degli incassi tota­li. Rispetto allo scorso anno, a fron­te di un calo delle sole slot (-6,3%), la raccolta complessiva del seg­mento «macchinette» è migliorata di oltre 10 miliardi. Poi ci sono i giochi online. Una vera scoperta per gli italiani. Piac­ciono molto. Forse perché sono co­modi, funzionali e coinvolgono pu­re i giocatori timidi che evitano le sale da gioco e preferiscono «pun­tare » davanti a uno schermo in ca­mera da letto. Questo modo virtua­le di giocare raccoglie molti soste­nitori. Tra poker, casinò, scommes­se e il res­to dell’offerta dei Monopo­li gli incassi sono vicini ai 10 miliar­di di euro. Un fiume di denaro che però «reidrata» i giocatori, grazie a un ritorno di circa il 92% restituito in vincite e incassi erariali per circa 180 milioni: un anno record, con una raccolta sostanzialmente rad­doppiata (4,8 miliardi nel 2010) grazie soprattutto alla partenza del poker cash e dei giochi da casi­nò. Ci sono anche i giochi che han­no perso smalto. Come il Superena­­lotto, che perde il 27% e non supere­rà a fine anno quota 2,1 miliardi. In forte calo anche il Win for Life , che dimezza di netto la raccolta assie­me ai giochi a base sportiva ( 3,8 mi­liardi e in calo del 15%) e i giochi a base ippica (1,37 miliardi e un -20%).Tra i giochi«storici»tiene so­lo il Bingo, che supera 1,8 miliardi.