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 2007  ottobre 03 Mercoledì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini
Il Coordinatore Nazionale di Sinistra Democratica è Claudio Fava

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Viktor Zubkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Gordon Brown
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Nicolas Sarkozy
Il Primo Ministro della Repubblica francese è François Fillon
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

I sindacalisti sono andati in fabbrica a far discorsi agli operai e si sono presi un bel po’ di fischi...

• Ma guarda un po’, esistono ancora gli operai. E io che pensavo fosse ormai tutto automatizzato.
Ma lei è proprio un bel tipo. In Italia gli operai sono circa cinque milioni di persone. Certo sono meno di un tempo, anche perché sono meno di un tempo i lavoratori dell’industria: erano il 40 per cento della forza-lavoro nel 1960, sono poco più del 30 per cento oggi. Le cifre dicono che oggi la metà di quelli che lavorano sta nei servizi. Ma è anche vero che tutto il mondo occidentale fabbrica meno di una volta e preferisce comprare all’estero (Cina, ecc.): in America la produzione industriale rispetto ai tempi di Reagan s’è dimezzata. E da noi, anche se in percentuali diverse, è lo stesso. Costruiamo di meno, importiamo di più. Dati coerenti con il flusso di immigrati che vengono qui a fare lavori che a noi ormai ripugnano. Un modo per essere nello stesso tempo ricchi e in decadenza.

• Avere meno operai di un tempo è segno di decadenza?
Sì, se il calo di operai è collegato a una minore capacità di costruire, cioè di fare cose. Io leggo negativamente anche la composizione degli iscritti al sindacato. Prendiamo la Cgil, il più grande di tutti: su cinque milioni e mezzo di tesserati poco meno di tre milioni è pensionato. Siamo fuori dalle logiche produttive perché il pensionato – lo dico senza offesa per nessuno – è nel suo piccolo un rentier, cioè uno che incassa una rendita. In che senso uno che incassa una rendita ha bisogno del sindacato? La risposta a questa domanda dà la misura della trasformazione avvenuta negli ultimi cinquant’anni: il sindacato è sempre meno forza che sta dentro il processo produttivo e sempre più lobby di interessi costituiti, e sia pure nobili come quelli dei pensionati. La controprova è nel modo con cui votano gli iscritti al sindacato e in particolare quelli della Cgil.

• Voteranno tutti per Rifondazione.
No, votano per Berlusconi. Guardi che sono dati forniti dall’Ires, l’ufficio studi della Cgil. Alle politiche del 2006 il 45,7 per cento degli operai del Nord ha votato per la Casa delle libertà e solo il 37,5 per l’Unione. un dato che taglia la testa al toro, perché qui è concentrato il maggior numero di operai, specialmente di metalmeccanici. Comunque Berlusconi vince anche al Sud: 41,4 contro 40,9. Solo al Centro prevale la coalizione di Prodi: vittoria per 50 a 33. Ma, data la distribuzione sul territorio della classe operaia, vincere al centro non fa quasi testo. E del resto, andando a vedere il voto per categorie, il centro-sinistra prevale solo tra insegnanti e impegati (55 per cento dei consensi). Il centro-destra vince, oltre che tra gli operai, anche tra le casalinghe e i disoccupati (60 per cento per Berlusconi), fra gli artigiani, gli imprenditori e i commercianti (65 per cento). Non c’è da meravigliarsi se alle assemblee dell’altro giorno gli operai presenti non hanno mai superato il 50 per cento della forza lavoro. E questo 50 per cento ha pure fischiato.

• Che le hanno tenute a fare queste assemblee?
I lavoratori devono votare sull’accordo dello scorso luglio, quello che riguarda welfare e pensioni. Ricorderà di che si tratta: ci sono alcune iniziative contro il precariato e, soprattutto, la trasformazione dello scalone pensionistico in tanti scalini. Ieri, Angeletti, la Piccinini, Rinaldini sono andati a spiegare i termini di quest’intesa e almeno una parte dei lavoratori che hanno preso parte alle assemblee li ha fischiati: fate da stampella al governo, se a Palazzo Chigi ci fosse Berlusconi saremmo già scesi in piazza, eccetera. Le difficoltà del sindacato risultano da questi due fatti: le assemblee si sono svolte a porte chiuse ed è stato vietato ai sindacalisti-oratori di criticare l’intesa. Rinaldini, che non è d’accordo per niente (e lo sanno tutti), ha dovuto spiegare l’intesa come se non avesse critiche da fare, cioè invitando i lavoratori a votare sì. Una cosa che va addirittura al di là del centralismo democratico del vecchio Pci.

• Che succede se i lavoratori votano “no”?
Epifani, il segretario della Cgil, ha prima detto che, davanti a un “no”, il governo dovrebbe dimettersi. Poi ha protestato d’esser stato frainteso. Il “no” sarebbe un guaio tale che non è stato neanche previsto. In questo momento c’è concorrenza a sinistra: mentre il sindacato tenta di ratificare l’accordo, Rifondazione, Pdci, Verdi e Sinistra democratica premono perché Prodi cambi i termini dell’intesa. un altro elemento di complicazione. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 2/10/2007] (leggi)

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