Massimo M. Veronese, il Giornale 3/10/2007, 3 ottobre 2007
Per screditare la leader ucraina filoccidentale Yulia Timoshenko, il deputato russo Aleksey Mitrofanov, del partito ultranazionalista di Vladimir Jirinovski, ha scritto e diretto un film hard di 26 minuti, ”Yulia”: protagonisti due nemici giurati di Mosca (un tempo anche amanti, si vocifera), il presidente georgiano Mikhail Saakashvili e la Timoshenko, impersonata dalla pornostar russa Elena Bond dopo che l’ucraina Elena Berkova, messasi in luce nell’edizione russa del ”Grande fratello”, ha dovuto rinunciare per le minacce ricevute
Per screditare la leader ucraina filoccidentale Yulia Timoshenko, il deputato russo Aleksey Mitrofanov, del partito ultranazionalista di Vladimir Jirinovski, ha scritto e diretto un film hard di 26 minuti, ”Yulia”: protagonisti due nemici giurati di Mosca (un tempo anche amanti, si vocifera), il presidente georgiano Mikhail Saakashvili e la Timoshenko, impersonata dalla pornostar russa Elena Bond dopo che l’ucraina Elena Berkova, messasi in luce nell’edizione russa del ”Grande fratello”, ha dovuto rinunciare per le minacce ricevute. Nel film Yulia dà il meglio di sè: nella vasca da bagno, a bordo di un elicottero, nella limousine del capo, con un diplomatico nano. Il film (scaricabile per 50 rubli dal sito di Mitrofanov) ai russi è piaciuto «perché Yulia è il sex symbol della rivoluzione arancione» ha detto il produttore Vasily Valov che ha già realizzato ”Yulia 2” e messo in cantiere la terza puntata con un titolo eloquente sui desideri del Cremlino: ”Yulia e le erezioni anticipate”.