Corriere della Sera 03/10/2007, pag.16 Ivo Caizzi, 3 ottobre 2007
Tagli ai seggi europei L’Italia penalizzata. Corriere della Sera 3 ottobre 2007. BRUXELLES – Ha fatto un passo avanti la proposta di ridurre i seggi nell’Europarlamento
Tagli ai seggi europei L’Italia penalizzata. Corriere della Sera 3 ottobre 2007. BRUXELLES – Ha fatto un passo avanti la proposta di ridurre i seggi nell’Europarlamento. Ma la ridistribuzione taglia la quota dell’Italia più di quella della Francia e della Gran Bretagna. E il governo Prodi ha replicato che non intende accettare questa soluzione, che porterebbe a perdere l’attuale parità di eurodeputati tra i tre grandi Paesi Ue. La commissione Affari costituzionali dell’Europarlamento ha approvato nella sede di Bruxelles (con 15 voti favorevoli, 5 contrari e 3 astenuti) una riduzione dei seggi dagli attuali 785 a 750. La nuova composizione dovrebbe entrare in vigore all’insediamento della prossima Assemblea, che verrà eletta nel 2009. L’Italia è il Paese che perderebbe più eurodeputati scendendo dagli attuali 78 a 72. Gran Bretagna e Francia passerebbero invece da 78 rispettivamente a 73 e 74. La Germania, che vanta 99 eurodeputati, ne perderebbe solo tre. A Roma fa irritare principalmente che salterebbe la parità di seggi con la Francia e la Gran Bretagna. Il governo Prodi, appoggiato dall’opposizione di centrodestra, contesta il principio che ha portato l’eurodeputato popolare francese Alain Lamassoure e il suo collega rumeno Adrian Savarin, relatori del procedimento, a proporre questa soluzione penalizzante per l’Italia. Il calcolo è stato fatto considerando i residenti dei Paesi e non i cittadini con diritto di voto nelle elezioni per l’Europarlamento. «Il criterio di ripartizione dei seggi basato sul numero dei residenti, a prescindere dalla cittadinanza, è contrario allo spirito del Trattato ed è per questo inaccettabile », ha dichiarato il ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino. L’ambasciatore italiano presso l’Ue, Rocco Cangelosi, ha fatto capire che l’Italia potrebbe arrivare addirittura a mettere il veto se non venissero considerati i cittadini con diritto di voto. Lamassoure e Savarin si sono giustificati affermando che la loro attribuzione dei seggi scaturisce dalle antiche regole del Trattato di Roma. Entrambi hanno in programma una visita alla Camera italiana per spiegare la loro riforma, che deve passare all’approvazione dell’Aula di Bruxelles la settimana prossima. La decisione finale spetta poi ai capi di Stato e di governo nel vertice del 18 ottobre prossimo a Lisbona, dove sono già previsti numerosi contrasti nazionalistici da superare per arrivare alla firma del mini-Trattato sostitutivo della abbandonata Costituzione. La presidenza portoghese di turno ha fatto sapere che per ora c’è un accordo sul testo solo degli esperti giuridici. E che non può escludere che a Lisbona alcuni governi possano avanzare specifiche richieste sul piano politico. Ivo Caizzi