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 2017  febbraio 25 Sabato calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente di Fca è John Elkann
L’ Amministratore delegato di Fca è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Bernard Cazeneuve
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

Trump e la minaccia atomica

È in corso negli Stati Uniti la Conferenza annuale del movimento conservatore. Trump ne ha approfittato per salire sulla tribuna e fornire alla stampa di tutto il mondo parecchi titoli sensazionali: il muro col Messico sarà costruito prima del previsto, vale a dire «stiamo buttando fuori i cattivi e terremo a bada i nostri confini in modo da impedire l’arrivo di terroristi»; sarà distrutto il sistema sanitario voluto da Obama, «salveremo gli americani da questo disastro consentendo loro di accedere alle cure che meritano»; poi i dazi, preannunciati con questa dichiarazione sibillina: «Non sto rappresentando il mondo, sto rappresentando il vostro Paese. Siamo statunitensi e il futuro appartiene a noi, non esistono bandiere globali o monete globali». E infine, la parte più preoccupante: «Avremo il più grande esercito della storia americana, crediamo nella pace basata sulla forza, e così sarà», frasi seguite dall’annuncio che le spese militari saranno rilanciate.  

Non c’era un qualche accordo risalente ai tempi della guerra fredda che impegnava americani e russi a tagliare arsenali, missili e bombe atomiche?
Parecchi accordi, tutti basati sulla deterrenza, cioè sulla consapevolezza dei due contendenti che chiunque avesse sparato il primo colpo avrebbe poi magari avuto anche il tempo di annientare il nemico, ma nel frattempo ne sarebbe stato annientato a sua volta. Questa logica basata sull’equilibrio del terrore arrivò al punto che i due paesi firmarono certe intese in base alle quali rinunciavano tutt’e due a difendersi! La propria patria era offerta al nemico nella consapevolezza che il nemico, per distruggerla, avrebbe dovuto rassegnarsi alla distruzione anche della propria. Era un’epoca in cui gli americani avevano meno missili dei russi, ma più avanzati tecnologicamente. E comunque non aveva importanza: il secondo e il quarto colpo avrebbero tragicamente pareggiato i colpi numero 1 e numero 3. Però l’Unione sovietica è crollata, sono emersi una quantità di soggetti vogliosi di menar le mani, specie in Medio Oriente, e l’equilibrio del terrore non funziona come prima. Putin, lo scorso ottobre (prima che Trump venisse eletto) ha fatto sapere che avrebbe potuto denunciare l’accordo sui tagli della produzione di plutonio (ingrediente fondamentale per la costruzione delle bombe). Pochi giorni fa il New York times ha scritto che Putin ha schierato, da qualche parte, un missile cruise. La cosa, in America, ha avuto un effetto-bomba.  

Che cos’è un missile cruise?
Un missile che si può guidare dalla base e che viaggia a bassa quota (110 metri), in modo da non poter essere facilmente intercettato. Gittata di tremila chilometri almeno. Putin, se il Nyt ha ragione, ha violato con questa mossa il trattato Start (Strategic Arms Reduction Treaty), che era stato aggiornato da Obama e Medvedev.  

Le ultime dichiarazioni di Trump sono perciò una risposta a Putin?
Trump gli aveva già risposto l’altro giorno annunciando l’intenzione di aumentare gli arsenali nucleari, in violazione (anche lui) del trattato Start. Il Nyt racconta che lo scorso 28 gennaio Trump era al telefono con Putin, e saltò fuori questo trattato Start o New Start. Il presidente americano mise in pausa il telefono, si girò verso i suoi e chiese che diamine fosse questo Start. Sentita la spiegazione, riprese la telefonata con la frase: «È una delle peggiori iniziative di Obama e chiaramente vi avvantaggia».  

I russi come hanno risposto alla minaccia di Trump di aumentare il numero di testate nucleari e/o di missili?
Putin vuole tenere bassa la polemica e ha evitato di rispondere personalmente o di far rispondere a membri del governo. Si sono esibiti quelli del Parlamento. Per esempio Leonid Slutzky, presidente della Commissione Esteri della Duma: «Non si può ammettere il dominio di una sola potenza nel campo delle armi nucleari perché altrimenti si sbilancia l’intero sistema della sicurezza internazionale e perdono senso tutti gli sforzi di disarmo degli ultimi decenni. Se Washington procederà nel suo obiettivo di supremazia nella sfera nucleare, il mondo tornerà alla guerra fredda, con il rischio di una catastrofe globale. Spero che il presidente abbia solo fatto della retorica ad uso dei giornali».  

Potrebbe essere solo retorica a uso dei giornali?
Forse a uso del Pentagono, strenuamente avverso ad ogni intesa con l’ex Unione sovietica. Trump vuole probabilmente tenersi le mani libere e per far star buoni i generali promette un aumento delle spese militari e fa la faccia feroce sulle atomiche. Dovrebbe trattarsi di questo. Speriamo. (leggi)

Dai giornali