Gazzetta dello Sport, 25 febbraio 2017
Trump e la minaccia atomica
È in corso negli Stati Uniti la Conferenza annuale del movimento conservatore. Trump ne ha approfittato per salire sulla tribuna e fornire alla stampa di tutto il mondo parecchi titoli sensazionali: il muro col Messico sarà costruito prima del previsto, vale a dire «stiamo buttando fuori i cattivi e terremo a bada i nostri confini in modo da impedire l’arrivo di terroristi»; sarà distrutto il sistema sanitario voluto da Obama, «salveremo gli americani da questo disastro consentendo loro di accedere alle cure che meritano»; poi i dazi, preannunciati con questa dichiarazione sibillina: «Non sto rappresentando il mondo, sto rappresentando il vostro Paese. Siamo statunitensi e il futuro appartiene a noi, non esistono bandiere globali o monete globali». E infine, la parte più preoccupante: «Avremo il più grande esercito della storia americana, crediamo nella pace basata sulla forza, e così sarà», frasi seguite dall’annuncio che le spese militari saranno rilanciate.
• Non c’era un qualche accordo risalente ai tempi della guerra fredda che impegnava americani e russi a tagliare arsenali, missili e bombe atomiche?
Parecchi accordi, tutti basati sulla deterrenza, cioè sulla consapevolezza dei due contendenti che chiunque avesse sparato il primo colpo avrebbe poi magari avuto anche il tempo di annientare il nemico, ma nel frattempo ne sarebbe stato annientato a sua volta. Questa logica basata sull’equilibrio del terrore arrivò al punto che i due paesi firmarono certe intese in base alle quali rinunciavano tutt’e due a difendersi! La propria patria era offerta al nemico nella consapevolezza che il nemico, per distruggerla, avrebbe dovuto rassegnarsi alla distruzione anche della propria. Era un’epoca in cui gli americani avevano meno missili dei russi, ma più avanzati tecnologicamente. E comunque non aveva importanza: il secondo e il quarto colpo avrebbero tragicamente pareggiato i colpi numero 1 e numero 3. Però l’Unione sovietica è crollata, sono emersi una quantità di soggetti vogliosi di menar le mani, specie in Medio Oriente, e l’equilibrio del terrore non funziona come prima. Putin, lo scorso ottobre (prima che Trump venisse eletto) ha fatto sapere che avrebbe potuto denunciare l’accordo sui tagli della produzione di plutonio (ingrediente fondamentale per la costruzione delle bombe). Pochi giorni fa il New York times ha scritto che Putin ha schierato, da qualche parte, un missile cruise. La cosa, in America, ha avuto un effetto-bomba.
• Che cos’è un missile cruise?
Un missile che si può guidare dalla base e che viaggia a bassa quota (110 metri), in modo da non poter essere facilmente intercettato. Gittata di tremila chilometri almeno. Putin, se il Nyt ha ragione, ha violato con questa mossa il trattato Start (Strategic Arms Reduction Treaty), che era stato aggiornato da Obama e Medvedev.
• Le ultime dichiarazioni di Trump sono perciò una risposta a Putin?
Trump gli aveva già risposto l’altro giorno annunciando l’intenzione di aumentare gli arsenali nucleari, in violazione (anche lui) del trattato Start. Il Nyt racconta che lo scorso 28 gennaio Trump era al telefono con Putin, e saltò fuori questo trattato Start o New Start. Il presidente americano mise in pausa il telefono, si girò verso i suoi e chiese che diamine fosse questo Start. Sentita la spiegazione, riprese la telefonata con la frase: «È una delle peggiori iniziative di Obama e chiaramente vi avvantaggia».
• I russi come hanno risposto alla minaccia di Trump di aumentare il numero di testate nucleari e/o di missili?
Putin vuole tenere bassa la polemica e ha evitato di rispondere personalmente o di far rispondere a membri del governo. Si sono esibiti quelli del Parlamento. Per esempio Leonid Slutzky, presidente della Commissione Esteri della Duma: «Non si può ammettere il dominio di una sola potenza nel campo delle armi nucleari perché altrimenti si sbilancia l’intero sistema della sicurezza internazionale e perdono senso tutti gli sforzi di disarmo degli ultimi decenni. Se Washington procederà nel suo obiettivo di supremazia nella sfera nucleare, il mondo tornerà alla guerra fredda, con il rischio di una catastrofe globale. Spero che il presidente abbia solo fatto della retorica ad uso dei giornali».
• Potrebbe essere solo retorica a uso dei giornali?
Forse a uso del Pentagono, strenuamente avverso ad ogni intesa con l’ex Unione sovietica. Trump vuole probabilmente tenersi le mani libere e per far star buoni i generali promette un aumento delle spese militari e fa la faccia feroce sulle atomiche. Dovrebbe trattarsi di questo. Speriamo.