la Repubblica, 25 febbraio 2017
Rosso fisso nei casinò e lo Stato tappa i buchi
MILANO Rien ne va plus. Sulla roulette dei casinò pubblici tricolori (con la lodevole eccezione di Sanremo) esce da tempo il rosso fisso. E St. Vincent, Campione d’Italia e Venezia – dopo aver perso 400 milioni in 10 anni – sono arrivati al redde rationem. In Val d’Aosta e Laguna sono scattate in questi giorni le richieste di licenziamento per centinaia di croupier. Il pezzo di Italia in terra Svizzera sta pagando le tredicesime a rate ai dipendenti per problemi di liquidità. Risultato: governo ed enti locali si preparano a riaprire i cordoni della borsa per salvare un’altra volta l’azzardo di Stato: il casinò della Vallée chiede almeno 43 milioni alla Regione. Campione attende un provvedimento dell’esecutivo che gli garantirà una decina di milioni decisivi per il suo futuro.
L’epoca d’oro in cui i tavoli verdi erano i bancomat dei Comuni e i croupier arrivavano a mettersi in tasca, mance comprese, più di 10mila euro al mese sono un ricordo lontano: dal 2007 al 2015 – complice il boom dei rivali online e delle slot machine da bar – le entrate hanno messo la retromarcia. E i tre grandi malati del tavolo verde – ognuno per motivi differenti – hanno iniziato a macinare perdite. I «lavori sovradimensionati e le ardite operazioni di ingegneria finanziaria», come dice la stessa Regione, hanno messo ko St. Vincent, il paziente più grave. La Corte dei Conti ha acceso un faro sui 120 milioni di aiuti pubblici – quasi mille euro a valdostano – con l’ipotesi di «danno erariale». Questo fiume di denaro non è bastato a stabilizzarne i conti dei tavoli verdi. E nei giorni scorsi, in attesa dell’ennesimo salvagente, la Regione – in crisi per le inchieste giudiziarie – ha annunciato 260 licenziamenti collettivi.
Le cose non vanno benissimo nemmeno al Casinò di Venezia. Il sindaco lagunare Luigi Brugnaro si è presentato qualche giorno fa ai dipendenti con un annuncio-choc: per evitare la liquidazione, bisogna tagliare il 20% dei 538 dipendenti. Una linea dura scelta forse dopo che nella notte di San Silvestro, altissima stagione per il mondo delle roulette, i tavoli verdi in laguna hanno funzionato a mezzo servizio causa la malattia a sorpresa di 41 impiegati.
In attesa di soldi pubblici è invece Campione d’Italia, vittima della super-rivalutazione del franco svizzero. Una maledizione per un’azienda che ha i ricavi in euro e i costi in divisa elvetica. I tagli a organici e stipendi qui sono già stati fatti. I dipendenti sono in solidarietà dal 2012 con stipendi tagliati del 30%, gli organici sono stati ridotti da 600 a 400 persone. «La gestione operativa è in equilibrio» assicura l’amministratore delegato Carlo Pagan. Ma il franco extralarge ha picchiato duro e il casinò è a corto di liquidità. «Il governo dovrebbe garantirci aiuti quando il franco sale (dopo i 9 milioni del 2016 quest’anno ne arriverebbero una decina, ndr.) – dice il numero uno –. Noi invece verseremo soldi nelle casse pubbliche con il cambio oltre gli 1,3 euro». Per ora però, a pagare saranno i contribuenti.