Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Da oggi, e per tutta la settimana prossima, si svolgeranno a Milano le sfilate della moda femminile. Quest’anno, a parte la curiosità per le nuove tendenze, ci si domanda se saliranno in passerella le solite modelle magrissime o se sarà possibile vedere gli abiti addosso a qualche ragazza più formosa. La morte, l’altro giorno, di una indossatrice uruguayana di 18 anni ha riaperto la questione se le modelle siano o no troppo magre e, in ogni caso, se questa magrezza sia o no sana.
• Non c’era una legge che obbligava gli stilisti a scegliere mannequin un po’ meno scheletriche?
No, quella c’è in Spagna, dove è proibito far sfilare modelle con un indice di massa corporea inferiore a 18,5. Zapatero, il primo ministro spagnolo, ha anche invitato ad allargare le taglie: fare vedere anche qualche 48, non limitarsi solo alla 46 o alla 42. Da noi c’è un accordo tra il governo e gli stilisti per tener fuori le giovani con meno di 16 anni. La Melandri, che s’è data da fare per questa intesa, giudica la Spagna troppo dirigista. Cioè: troppo propensa a dar disposizioni dall’alto.
• Che cos’è la massa corporea?
Si prende la propria statura e la si moltiplica per se stessa, cioè se ne fa il quadrato. Se una è alta 160 centimetri, si moltiplica 160 per 160, che fa 25.600. Poi si prende il proprio peso e lo si divide per questo 25.600. Quindi si moltiplica il risultato per 10.000. Se viene un numero superiore a 18,5 va bene. Se no, vuol dire che una non sta bene.
• In che senso non sta bene?
Vuol dire che è troppo magra. La troppa magrezza è molto spesso dovuta ad anoressia, una parola che viene dal greco e che significa mancanza di appetito. Di anoressia si può morire. Ora come mai a una ragazza (il 95% delle volte si tratta di ragazze o bambine) può mancare l’appetito al punto di morirne? Succede che ci sia di mezzo la psicologia: una non mangia perché non vuole mangiare, il cibo le fa schifo, l’idea di uno stomaco pieno la fa inorridire, si carica l’andare a tavola di significati negativi, a un certo punto queste ragazze costruiscono un’ideologia dell’inappetenza, il non-mangiare diventa un impegno spirituale in una spirale che, se qualche medico di quelli capaci non riesce a intervenire, a un certo punto inevitabilmente porta all’altro mondo. Internet è piena di siti tenuti da anoressiche che esaltano il digiuno, anzi che fanno del digiuno e della lotta al cibo («mangiare è vergognoso») una ragione di vita.
• La ragazza uruguayana era così? Le modelle sono così?
La ragazza uruguayana – Eliana Ramos – ufficialmente è morta d’infarto. Era morta d’infarto, qualche mese fa, anche sua sorella Luisel, di 22 anni. Tutt’e due molto sottopeso. Le modelle morte negli ultimi mesi sono sette. Qualunque fosse la causa ultima della morte, è un fatto che erano tutte e sette troppo magre.
• Sono gli stilisti a spingere le modelle a dimagrire? O sono magre per conto loro?
C’è una corrente d’opinione che accusa gli stilisti. Che li accusa anche sul piano estetic quelle che fate stilare non sono donne, dicono, ma scheletri. Gli stilisti rispondono che le modelle sono magre a quel modo per costituzione, e che se non fossero fatte così non potrebbero indossare, perché i vestiti cadrebbero male. «Quali anoressiche?» ha detto per esempio Gabbana «Dietro le quinte mangiano tutte a quattro palmenti». C’è anche il problema che la moda, privilegiando la magrezza, può far credere che l’unico modo d’esser belli sia quello d’esser magri. E questo, anche attraverso la grande diffusione garantita dalla tv, potrebbe determinare in donne o ragazze poco consapevoli comportamenti dannosi. Un’indagine fatta alle isole Fiji mostra che prima dell’avvento della televisione le anoressiche erano il 3%. Dopo l’avvento della tv, il 15. Anche Giorgio Armani ha ammesso che la moda, nel propagandare un certo tipo femminile, una responsabilità ce l’ha: «Per esempio quello sguardo fisso, da carpa, che hanno le modelle in posa. Un’assurdità che è diventata un trend dilagante». [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 16/2/2007]
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