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 2007  febbraio 16 Venerdì calendario

John Amaechi ha giocato per cinque anni nella Nba (con Cleveland, Orlando e Utah) e anche alla Virtus Bologna

John Amaechi ha giocato per cinque anni nella Nba (con Cleveland, Orlando e Utah) e anche alla Virtus Bologna. Nel libro appena pubblicato, "Man in the Middle", ha dichiarato di essere gay. Da allora non fa che ricevere lettere ed e-mail minacciose. Il collega Tim Hardaway ha commentato: «Io odio i gay. Non mi piacciono gli omosessuali e non mi piace averli intorno. Sono omofobico. Quel comportamento non dovrebbe esistere nel mondo o negli Stati Uniti». Quindi ha spiegato come reagirebbe di fronte a un collega gay: «Prima di tutto, non vorrei averlo nella mia squadra. Poi, se fosse nel mio team, mi terrei a distanza. Non credo che dovrebbe stare nello spogliatoio quando ci siamo noi». Dopo il cestista John Amaechi si è dichiarato gay anche il giocatore di football Esera Tuaolo. Questi, 130 chili di peso e due figli, a fine carriera ha ammesso: "Sono gay, lo sono sempre stato. Se lo avessi ammesso prima, mi avrebbero distrutto. Ero terrorizzato". Sheryl Swoopes, cestista e portavoce degli omosessuali, rilancia: " ora che se ne parli: in campo femminile l’omosessualità riguarda il 50% delle atlete. Tra i maschi non credo stiano meglio". Parecchi sportivi in America sono stati penalizzati in qualche modo perché gay: il pugile argento olimpico Mark Leduc, il wrestler Chris Kanyon e il defunto centravanti anglonigeriano Justin Fashanu. Unico ad aver saputo sfruttare commercialmente la sua rivelazione è l’olimpionico di tuffi Greg Louganis. Charles Barkley, ex campione e ora commentatore tv, dice: "L’America si sa, è omofobica. Ma io ho giocato assieme ai gay e non me n’è mai fregato un accidente". Non la pensa così la stella del basket LeBron James: "Lo ammetto, farei fatica a fidarmi di un compagno di squadra gay".